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Del calore liquido

Ma se ai miei pensieri chiedo la bellezza delle emozioni che susciti, perché risponde la pelle?
Mi hai ubriacato con inchiostro, abbracci di carta, Bellezza, onestà e tanto, tanto calore.
Ci sono pensieri che non hanno sonno e non fanno che sognare.
E mentre scrivi essere lo spazio bianco, quello dove i pensieri si liberano e il respiro si fa intenso perché lì tutto è possibile.
Fuori c’è un blu Kandinsky che non ha voglia di dormire. Vuole sciogliersi e fluire nei sogni fuggevole.
Porto con me tutto ciò che mi manca perché possa cullarsi nei sogni a incontrarci.
La brezza del mattino controvento sulla bici è una folata di possibilità.
E la settima iniziò col suono del violino come sottofondo di pensieri leggeri che scrivono tra le righe delle emozioni.
I bambini a volte ripongono sotto al cuscino disegni e illustrazioni per portarli nel sonno. Io stasera ci metto i desideri.
Frugare nei sogni per distinguere l’autenticità dai falsari
Un violino senza archetto è solo capace di impolverarsi. Per questo io non ho più voce, ora che sei via, via da me.
E non resta che respirare più a fondo e rimboccarsi le maniche e ripartire.
Prendere il tempo, tutto il tempo per dilatare “ora” .
Io ti riconoscerò dallo sguardo che appena colto diverrà necessità per la mia pelle.
La sera è la morbidezza del ritorno. Il mare resta addosso profuma la notte di schiume.
Ho fatto un bel giro fuori di me. E ho incontrato gente appassionata.
La ragione ha una grande creatività nell’inventare scuse ma il pensiero è magnetico e torna a un sapore di labbra bagnate di vita.
A volte non ci rendiamo conto di quanto abbiamo camminato, di come nel tempo siamo cresciuti. Una bella strada, dietro e davanti,
Seguo la scia dei desideri che sulla tua pelle traccia grandi emozioni.
Alle turgide colline, al calore liquido delle labbra, all’impazienza delle mani, agli occhi magnetici, ai fianchi che cercano.

L’odore dei sorrisi

Alle turgide colline, al calore liquido delle labbra, all’impazienza delle mani, agli occhi magnetici, ai fianchi che cercano
Più facile passarti negli occhi come fenomeno per riempire caratteri più che come persona per toccarti l’anima.
Aprendo le finestre ci si inonda di luce, aria e leggerezza. Si vola oltre, oltre tutto.
C’è da stringersi in notti così. Che le stelle smarrite si ritrovano nelle scintille di un abbraccio.
Una giornata distante. Da me stessa. La testa altrove non tra le nuvole, ma drenare pensieri d’asfalto.
Ci sono silenzi che chiedono di essere accarezzati. Per sentirsi vivi in ogni angolo.
I capitoli chiusi e silenti di un tempo che fu,le pagine bianche da scrivere,l’inchiostro su cui vivendo scriviamo il presente
Il peso specifico delle cose spesso si comprende quando son volate via.
Le parole levigano, ma gli abbracci ammorbidiscono.
L’odore del glicine si impiglia tra i capelli ed è già distrazione.
Come il vento nelle vele certi respiri tra collo e cuore.
Rugiada della notte che sulle labbra si fa calore.
Ci sono sorrisi che fanno invidia.
Mi manchi come il cielo alle nuvole. È un sentirsi orfani e senza patria
Credo del resto che la mancanza in presenza non abbia rimedi facili e lavora stridendo come piccolo logorio quotidiano.
Ma non c’è cura ai legami se non sciogliersi per sospensione di attimi.
A volte si ha solo bisogno di una parola che sia vera.
Girerà il vento prima o poi, speriamo di non stancarci troppo controvento.
È che le persone sono storie e le storie restano addosso. Si chiudono giornate e porte ma gli occhi umidi si portano dentro.
Anche dentro a un abbraccio si può volare.
Anche il mare ogni tanto si svuota sulla battigia di legnetti, conchiglie e altri cimeli. Si gonfia di leggerezza.
E in un giorno di sole disperdersi come polline a confondersi.
Chissà perchè nella tristezza persino la punteggiatura fa compagnia.
Il pennino invisibile dell’assenza con qualche goccia di nostalgia fuori dalle righe che resta sui polpastrelli.
C’è da sorridere: in questi giorni di sole e profumi sembra sempre festa.
A volte si è così felici che sembra di toccarla, la felicità.
Cose che si sanno senza bisogno di esser pronunciate. Arrivano a pelle. E tutto freme.
Sono fatta di petali e tempeste, rugiade e soli improvvisi: la musica è il mio tumulto.
Anche ad immaginare gli occhi si consumano e fibrillano.
a chi scrive per piacere senza bisogno di etichette e consensi, a chi non fa i compiti ma inventa, a chi dice qualcosa di suo.
Ma che bella la primavera con le finestre spalancate da cui voci, musiche, battiti di ali e rumori di vita rallegrano !
Tu odori di giallo, con un retrogusto di note di fondo blu, assolutamente. Ecco, inebriarsi è un gioco frizzante.

 

#Twifavola

Alcuni miei tweet sulla rilettura di “Favole al Telefono”  di Gianni Rodari proposto da Twitteratura

Chissà magari se le lacrime fossero colorate ci sarebbe più sensibilità? #twifavola/43
Questa storia non è ancora accaduta ma accadrà sicuramente. Come la vita. #twifavola/43
Essendo persone e non cifre, occorre maneggiarsi con la dovuta delicatezza, anche a parole. #twifavola/39
Perchè scrivendo si creano mondi possibili per cui la vita non basta. #twifavola/38
Il semaforo con la luce blu concesse la libertà agli uomini i quali non sapevano usarla: avevano bisogno di regole. #twifavola/37
Ma se tu mi dai il via libera per il cielo, io non esieterò: voleremo, mano nella mano, col coraggio di un istante blu. #twifavola/27
Gli anziani regalano molto ai bambini. Ad esempio i racconti delle loro vite. #TwiFavola/28
Quando si dice che una strada non porterà in nessun luogo allora si crede che il meglio debba ancora venire. Come nelle fiabe. #twifavola/26
Leggere ci fa volare e prendersi spazi che altrimenti sarebbero stretti e colmi di rinunce. #twifavola/17
Il mondo è di chi si tira su le maniche e lo difende per farne un posto migliore senza fare da padrone #twifavola/13
Tutti i bambini almeno una volta hanno sognato uno “scannone” per disfare la guerra. #TwiFavola/07 e da grande qualcuno ci crede ancora.
Smarrire qualche pezzo per stupirsi di conoscere e incontrare. È questa forse la magia favolosa nel diventare grandi #twifavola/03
L’architettura del palazzo ha consistenza di gelato alla base, morbidezza di panna in alto, e leggerezza di zucchero filato #twifavola/02
Una cartuccia che cade a terra fa sempre un rumore spaventevole perché uno sparo non torna mai indietro #twifavola/01

“Leggendo e riscrivendo Fantasia di Bruno Munari con #mmgFantasia potrete creare il primo museo portatile realizzato su Twitter attraverso un processo collaborativo, insieme a Meet the Media Guru, Twitteratura e Tweetbook.”
Questo l’invito rivolto alla comunità su Twitter: leggere alcuni saggi di Munari, giocare con la fantasia, superare le regole ed i limiti del possibile per allestire un museo di oggetti impossibili. In sei giorni sono stati così pensati numerosi oggetti: gli autori dei tweet si sono confrontati a colpi di foto e parole per abbattere i confini della realtà con una giocosa creatività. Si sono alternati anche tweet teorici, riguardanti alcuni aspetti emersi dalla lettura dei saggi proposti come ad esempio sull’utilizzo del colore, della creatività etc etc. E’ stata una settimana molto intesa e piena di Bellezza, dove ci si è potuti divertire creando e ricreando, un esercizio mentale e di scrittura ossigenante per la messa in campo di tanta fantasia fra i tweet. Inoltre, personalmente  e per caso, ho potuto sperimentare alcuni “esercizi” di fantasia in parallelo con la mia classe. Insegno in una seconda elementare, e tra le altre materie italiano e disegno. All’inizio della settimana il nostro programma di classe prevedeva l’argomento dei sinonimi e contrari, e aver potuto giocare con i bambini sulla scia dei suggerimenti di Munari sul tema degli opposti e  dagli stimoli provenienti da chi si è cimentato in questo gioco su twitter è stato veramente utile. Così come il saggio sul cambio di colore, visto che in classe abbiamo sperimentato la creazione di disegni sfruttando la complementarità dei colori. Confrontarmi in parallelo con i miei giovani alunni e la creatività che su twitter scalpitava è stato molto emozionante e decisamente una compenetrazione di argomenti e suggestioni e di stimoli, come se l’allestimento di questo museo fosse un workshop senza confini. Probabilmente Munari conosceva molto bene i bambini: i giochi da lui proposti in “fantasia” per loro erano del tutto “naturali”. Ho imparato molto  con questo gioco e ai miei piccoli alunni spero che questa naturalezza di giocare con la fantasia permanga sempre in un angolo della loro personalità anche negli anni a venire.

Alcuni dei tweet più significativi in questo percorso li ho raccolto in un tweetbook: una sorta di catalogo con oggetti impossibili per conservare stimoli e suggestioni fra didattica e fantasia.  http://beta.trytweetbook.com/book/102211

Agli occhi stropicciati che continuano a vedere magia anche da svegli, a chi ama senza morbosità, a chi abbraccia conserenità.
a chi parte, a chi ritorna, a chi sceglie, a chi inventa la giornate e a chi le giornate le chiama per nome, come gli abbracci.
alle braci che, divertite, bisbigliano.
Voglio vestirmi solo della tua furtiva dolcezza.
Il timing è l’anima dell’armonia testuale: senza ritmo non c’è musica
La seduzione è una questione che a volte capita senza molte spiegazioni. E quando si definisce siamo già presi.
Quell’ inquietudine della bellezza che smarrisce e fa vibrare ogni corda in ogni cm.
Tu che ti fai primavera in ogni angolo di me ed io che cogliendo la tua rugiada brillo sulle labbra.
Ma l’alba si schiude solo in un abbraccio che turgidamente porta via ogni notte.
E quindi come il cioccolato a sciogliersi resta sulla lingua, così i baci che ci restano oltre.
Non importa a lungo, importa forte D’abbracciarci.
Ma questo vento odora di primavere e accarezza come fossero le tue mani, le tue parole: schiudendo rugiade.
Mi scivolerai tra le dita come sabbia che sai e i momenti saranno granelli di un tempo denso in cui divenimmo noi.
Sulla nuca dissolvimi di baci, senza fretta ché a coltivare emozioni ci vuole calore.
Hai sfiorato il mio mondo e ora i miei fianchi ti cercano.
Anche per essere poeti bisogna sporcarsi di terra:affondare negli abissi per scrivere nell’aria.E far grondare versi di ogni liquido vitale.
a chi sa colorare gli istanti altrui, a chi ne fa dolcezza, a chi sa scioglierle con le dita la pelle in emozione.
Ma se ai miei pensieri chiedo la bellezza delle emozioni che susciti, perché risponde la pelle?
Vorrei farmi dipingere col pennello delle tue labbra proprio su fianco delle mie debolezze.
Ma io ti tengo nel fianco come una spina, una carezza, dita che affondano, lingua che scrive.
Invece la distanza tra il cuore e la ragione non ha una misura ma un nome, il tuo.

Amori di carta

Era un amore tra le righe, di quelli intuiti, al riparo dal mondo perché se dalle righe fosse uscito quel mondo loavrebbe rovesciato.
Invincibile mancanza di te, come qualcosa che non accadrà mai.
Parole, pause di una grande forza, tenerezza, credibilità con cui ci si fa l’amore.
Quella appassionata storia tra chi scrive e chi legge è un brivido tra caratteri e spazi bianchi.
Quando raccontava, gli occhi brillavano. Io mi facevo trasportare:un incanto senza difese,e vedevo passare nelle parole le vite, i brividi.
Ma tu lo sai che ad ogni parola che leggo mi spoglio? Che ogni lettera è un respiro che arriva sulla mia pelle e si fa tempesta?
Gli amori di carta imprimono addosso il loro passaggio,strappano il cuore a pezzettini,piegano gli angoli dei sorrisi,incendiano improvvisi.
Negli amori di carta è impossibile tenere il segno, lentamente, carattere dopo carattere, ci si spoglia fino a restare nudi negli occhi.
A volte agli amori di carta manca il respiro allora spingono forte con tutti se stessi per uscire fuori dalle righe e il mondo si sbriciola.
Gli amori di carta nel tempo si impolverano ma basta sfogliargli, inciampare in qualche parola per sentire sulla pelle brividi mai sopiti.
Gli amori di carta non finiscono mai: pur a brandelli e incendiati, le loro braci bisbigliano tatuando per sempre i silenzi di echi.
Di carta e di inchiostro che non mi bastan più: ho voglia di incontrarti nella vita vera con tutti i sensi a bisbigliare.
Amori di carta per cui questo vorrei essere la carta su cui scrivi:le tue dita sui tasti della mia pelle e con i tuoi pensieri farci l’amore

Un poker

Sono stanchissima per un sogno faticoso. Sono felicissima per un nuovo giorno.
E nel silenzio splende la tua assenza.
ai respiri sulla pelle, alle parole impaurite, agli occhi che non mentono.
Donne: fragilità, istinto selvaggio, bellezza, forza, sensibilità, tenerezza, felinitá.
Ci sono tristezze che nessun coriandolo spazza via.
Entrò in libreria e cercò il libro che sapeva essere il suo preferito. Rilesse l’incipit trattenendo il fiato. Era come averla lì.
Io le mie malinconie le chiamo per nome. Non occorre fare l’appello: vegliano costantemente i miei pensieri.
Certe emozioni son come la cartapesta: tanto lavoro per la durata di un sogno lungo un respiro
I libri aperti sono ali che fan volare. È bello poterli indossare.
C’è bisogno di questa luce che ogni giorno si allunga rapida e pensare che altri inizi si schiuderanno come primule al primo calore.
E’ bello essere un niente, un niente pieno di mondi.
ai dubbi, a ogni fragilità, all’insonnia dei pensieri, a un tempo migliore che verrà.
Un millimetro. Una distanza siderale
al non aspettarsi niente perché ha il sapore nel retrogusto dei sogni
Ogni volta che vado al cinema son felice già prima di arrivare perché è un tappeto volante e per due ore via da tutto.
Questa notte sa magia. È elettrica come gli incontri,colori impazziti,versi inattesi, gli occhi che si cercano,l’odore di zagare, le stelle.
Di una melodia, di una poesia,di una storia,di un incontro, gli inizi sono importanti e vanno ripensati. Hanno in sè la ragione di essere.
A mano a mano si scopre che c’è ancora tanto, tanto amore intorno a noi, e non si è mai davvero soli. Anzi quell’amore non è mai andato via, erano gli occhi socchiusi
Rosa il colore della sera che arriva. Odora di promesse.
Un Poker con se stessi a carte scoperte.
In alcune stanza fa freddo, in certe ore. E’ una bella sensazione. Il tempo rallenta.

Era una notte buia e tempestosa, eppure le stelle scintillavano: erano nei tuoi occhi che mi cullavano senza chiedere.
Era una notte buia e tempestosa e l’odore di inchiostro gli era rimasto sulla pelle: rapita, glielo portai via con le labbra
Era una notte buia e tempestosa, l’ultimo treno bucava il silenzio ed io avrei voluto essere in ogni altrove purché con lui.
Era una notte buia e tempestosa e anche fredda ma mi sfogliò come un libro sottolineandomi ogni sussulto leggendo ogni emozione.
Era una notte buia e tempestosa eppure abbracciati sul molo guardavamo il mare e ci sembrava blu come la voglia di vivere
Era una notte buia e tempestosa. Insomma quella perfetta per uscire dallo schermo e portarci via. Io e te.
Era una notte buia e tempestosa ubriachi di voglia di vivere le parole uscivano senza pensare ” ti voglio”.

Un abbraccio che lasciò le labbra senza parole eppure ubriache di sapore, quello di una pelle amata.
E le sue dita frugavano come a inebriarsi di acini languidi di calore sulle labbra
Raccoglimi stringendomi fin quando il nettare completamente di me ti avrà ubriacato
Ho inondato le pareti dei miei tremori con il mosto selvatico del tuo desiderio
alle trame che trasformeranno questo giorno in storie
Era un bacio lungo quello che si portò via il sapore del mattino di caffè e lunedì sulle labbra.
Era un ricamo di lacrime pieno di vita con cui lambivo la vicinanza con lui.
Dei #crimininvisibili che tu senza saperlo compi di pensiero in pensiero nella mia mente, standoci come essenza fissa ecostante
E ora? Ora la pioggia racconta di te.E tutto il mondo non è che un poema in versi sul tuo amarmi, e il mio arrendermi,sorridendo.
La mia necessaria e quotidiana dose di te, tutti gli istanti e i loro colori in una carezza.
Gli occhi color ossidiana, quando meno te lo aspetti brillano fino a fare della notte una spettacolare alba.
Chiudo gli occhi e sveglio i desideri.
Due occhi come more mature fra i riccioli ribelli che non sapevano staccarsi da te.
Il mio inchiostro odora di te, perchè tu sei la corporeità di ogni parola che invento per stare nel mondo.
agli occhi stropicciati che continuano a vedere magia anche da svegli, a chi ama senza morbosità, a chi abbraccia conserenità.
Quando raccontava, gli occhi brillavano. Io mi facevo trasportare:un incanto senza difese,e vedevo passare nelle parolele vite, i brividi.
La seduzione è una questione che a volte capita senza molte spiegazioni. E quando si definisce siamo già presi.
Quella appassionata storia tra chi scrive e chi legge è un brivido tra caratteri e spazi bianchi.
Ma tu lo sai che ad ogni parola che leggo mi spoglio? Che ogni lettera è un respiro che arriva sulla mia pelle e si fatempesta?
Quell’ inquietudine della bellezza che smarrisce e fa vibrare ogni corda in ogni cm.
Tu che ti fai primavera in ogni angolo di me ed io che cogliendo la tua rugiada brillo sulle labbra.

Sinuosità

Il silenzio inconsueto del sabato e in cielo una luna latte indossa nudità e sensuali ricami di nuvole.
a ogni abbraccio. Ricordato, perso, pensato, vissuto, aspettato: tutti all’infinito.
Ma tutte le parole che vorremmo dire senza riuscirvi restano tra le labbra e il cuore a gonfiarsi come il mare in tempesta.
Agli svariati e scomposti pezzi di noi
Come in un acquario lontana da tutto. Persino il silenzio scivola addosso.
Occhi cannibali che mi spogliano emozione dopo emozione fino ad arrivare alla nudità del mio sentire. Senza filtri.
La scrittura non caccia i demoni, casomai aiuta a ballarci insieme.
Offuscati orizzonti in una quasi primavera.
Leggendoti le tue parole mi spogliano, lettera dopo lettera.
Una carezza lunga. Non una questione di tempo di tempo ma di superficie. Lunga tutta quanta me.
Una musica nel cuore senza molte spiegazioni che rende i pensieri brillanti.
Quando si tratta di te, tutto è musica. Persino il silenzio.
il mio pigiama stasera è intessuto di tenerezza e ricami pronti per far sbirciare l’invisibile
a chi non si mette mai in discussione, a chi fa sempre la vittima, a chi assilla, a chi vede solo se stesso. Sicuro,vive meglio.
Ci vuole amore, pazienza e….fraternità.
Chissà se poi, perdendoti nella nostra città, mi troverai nelle calligrafie delle sue strade.
Tra poco è primavera. Ma lo sbocciare dei desideri è già rigoglioso. Le labbra calde lo sussurrano.
Alle primavere che scalpitano dentro, alle emozioni che trasalgono sulle gote, a chi di venirsi incontro non si stanca mai.
alle rincorse prima del salto, agli occhi chiusi prima del bacio, alle mani che si tengono qualsiasi cosa accada.
Vorrei essere la sinuositá in cui inciampano le tue mani.
alla domenica mattina che non ha bisogno di parole ma solo di labbra che viaggiano appassionate su pelle trepidante.
Scostami i pensieri rumorosi. Con la scia di un bacio lungo è facile deviarli.
Ma ora è primavera. È tempo di partire, percorrere altri cieli, essere altrove, nuovamente ricominciare.
#leparoletranoi quando non si dicono sono abissi o primordiale intimità #scritturebrevi

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