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Molli segreti

140 caratteri a tempo determinato
Questo vento caldo, sottile si insinua tenero e determinato fino al mare. Ti somiglia.
Tutte le volte che mi mancava il respiro ma sapevo di ritrovarlo sulle tue labbra.
Abbandonarsi a uno spirito selvaggio che sulla pelle non lascia segni ma solo desiderio.
Sperimentai allora che le lenzuola possono diventare vele spiegate se sospinte dai respiri del desiderio.
…lui l’amore non me lo raccontava, me lo faceva vivere…
le parole scivolano facili e così raccontai la mia vita a un perfetto sconosciuto,forse perchè non c’entrava niente con tutto il resto di me
un gran silenzio digitale eppure ingombrante.
Un raggio di sole bagnato di pioggia dalla finestra accarezza e risveglia i sensi. Odore di terra umida a posarsi sulla pelle.
A volte ho la sensazione che gli sguardi indiretti e lontani mi stiano avvolgendo, e mi lascio andare. Fate bei sogni
Mi rimorde dentro ancora la tua assenza, per anni non bastava la somma di tutte le presenze vicino a me per colmarla.
Avrei voluto leggere le sue labbra col calore delle mie, ogni suo gesto minimo era per me una storia,
Sono fra quelli che credono ancora che gli ordinari gesti di gentilezza siano miracolosi.
Per il sorriso di certe persone si fanno piccole grandi follie.
Lo ascoltavo totalmente, non solo gli orecchi. In lui tutto vibrava ed io risuonavo, scintillando, e arrossendo.
Non guardarmi. Prendimi.
La rugiada nel cuore della notte, al centro del desider io
Molli segreti in un fil di sussurri che in ansimi mutano e accolgono.
Il silenzio è la peggior risposta che si possa dare. Specialmente se è il soprabito dell’indifferenza.
Vieni più vicino. Voglio sentire la tua voce, sulla mia pelle.
Sono di quelle che crede fortemente alla prima persona plurale.
È bello sentire la gioia entusiasta e immotivata, grande e sincera come da bambini.
Ci si lascia andare, ad occhi aperti. Ecco cosa sono gli amori liquidi.
Questi giorni passano troppi intensi, hanno lo spessore di anni in un soffio.

Stringersi, tenersi

Mi piace il solstizio d’estate, nei paesi nordici ha un valore magico. È uno di quei giorni dove il Tempo si incanta.
Bellezza e sofferenza, gli anni che passano sul viso e fra i capelli, ma riconoscere in un attimo la stessa luce degli occhi.
Il punto è che nessuna meraviglia immersa nella fantasia può raggiungere la bellezza del vero che certe persone sono.
Il cuore è un tumulto, anzi è musica che vibra di gioia. Nel sogno come nella veglia non c’è distanza: semplicemente sei.
Il sole ha baciato la pelle, ha illuminato i pensieri e nel calore lieve del mattino il mio sorriso si è schiuso ad incontrare.
Ero la tua gioia, e la tua rivoluzione.
C’è un silenzio intorno, tutto da scrivere.
Sotto il mandorlo nell’azzurro della sera a riprendere il respiro. Inseguendo alfabeti di nuvole.
Un’estate silenziosa, in compenso i miei dialoghi dentro non hanno pause.
La mancanza di ciò che non è stato oscilla tra la teneaglia del rimorso e il girotondo dei rimpianti.
Sulla tua pelle c’è il sapore della tua terra. Per questo io l’ho amata, e sfiorandoti con le labbra la porto sempre con me.
Ti solleticai con le parole, ti travolsi con gli occhi ma furono le tue braccia a farmi volare.
Oltre, nel tempo e nello spazio ma pur sempre un viaggio che porta il tuo nome.
140 caratteri vuoti a rendere.
Quasi fresco. Il momento perfetto per coprirsi le spalle e spogliare i sogni.
Ti vengo a cercare nelle mie parole. Surreale, ma vero.
Ci vuole molto coraggio per lasciarsi andare alla gioia. Abbiamo bisogno di giorni che ci rassicurino.
Certe sere stanno troppo strette. Bisognerebbe solo corrersi incontro, stringersi e tenersi.

All’interno del progetto #2019Si abbiamo letto su Twitter”Amianto” (A.Prunetti, ed. Alegre), una storia operaia di sicurezza sul lavoro, morti bianche, confronto generazionale, dalla Toscana al Piemonte alla Puglia, una narrazione con toni dolorosi, ironici, amorevoli e indignati, come di fatto è davvero la vita. E’ la storia di un padre raccontato da un figlio, che si è messo in gioco scrivendo ma anche in questi giorni partecipando alla lettura del suo romanzo con noi “lettori”. E’ la prima volta che leggiamo insieme e commentiamo qualcosa di così “forte” e con la presenza dell’autore. Qualcosa che va a toccare corde intime, che scombussola e che al contempo fa sentire meno soli e di cui possiamo solamente e dal profondo ringraziare l’autore, Alberto Prunetti. Il libro di Alberto affronta temi complessi ma la sua storia in molti punti è la storia di tutti: di un paese, di una generazione, per arrivare ad essere senza tempo e confini. “Amianto” in certi punti fa male, è colpo allo stomaco, un sano ricordare che non è inutile credere e fare di tutto per cambiare la “quotidianità” di questo paese. E la storia di Alberto, il suo modo di raccontarla, il suo avvicinarsi al lettore nelle pagine e con i tweet ci incoraggiano a credere e a agire, a cercare ancora di rendere questo posto migliore….

I tweet prodotti durante la lettura li ho raccolti in questo twbook  http://beta.trytweetbook.com/book/103189
Il progetto a cura di @TwLetteratura è consultabile qui
http://www.twletteratura.org/2019si-alberto-prunetti/
Alcune citazioni inserite nel twbook riportate dell’autore sono tratte dall’intervista a lui realizzata da Edoardo Montenegro qui riportata
http://www.twletteratura.org/amianto-intervista-da-alberto-prunetti/

Il circo delle storie

Stasera ho dentro di me un gran circo di storie che schiamazzano: alcune ridono, altre piangono, altre mi guardano.
E poi un vento freddo da fine estate. E solo i suoni di certe parole accompagnati da certi occhi seducendo scaldano.
Persone che silenziosamente ci sono e quando tutto intorno ruota la mano che ci tiene è la loro.
A volte quel che è nel cuore meglio segreto che all’affetto non tutti sono pronti.
Credo che sia un giorno perfetto per una serie di addii dentro.
Ti ritrovo all’improvviso negli appunti non scritti delle cose più belle.
Credo di essere la stella giusta in un cielo sbagliato
alle storie che bisbigliano dentro,alla chiarezza di certe situazioni, all’illusione di altre, alla tenerezza di piccoli gesti.
Ho pensieri come erba vergine spogliata al tocco morbido delle nuvole.
Il senso di appartenenza a qualcuno è talvolta liberatorio.
Le sere in cui non c’è bisogno di inventarsi perché si è.
Parole che stillano rugiada a posarsi sui desideri.
Roteare i battiti sul miele come avida ape incontrollabile.
Per quanto tremante la superficie della mia anima, niente può raccontarne gli abissi.
Ora è il tempo di osare, spiegare le vele, volgersi nei mari che ci attendono. Ora il tempo di conoscersi, amare, vivere.
C’è comunque un vuoto nella sostanza dei giorni, quello in cui tu eri il gesto irrazionale e vero di ogni mia parola.
Vorrei per un attimo essere vicino a te, così…allora spiccherei il volo.
Come se ogni giorno fosse una partenza mossa dal vento.
arrendersi alla vita per viverla completamente.
Il climax sei tu che prendi la mia malinconia e nei fai splendide bolle di sapone dove rincorrersi.
Altra cosa è il bisogno di vedersi, di toccarsi, in qualche modo di ricordarsi.
Ma quando capiterai tutte le parole che si erano date appuntamento svaniranno, solo un abbraccio basterà a colmarci.
Sentirsi sorridere, nella distanza dello spazio, nella distanza degli anni, è un solletico per l’anima
Labbra di menta in un notte piena, il giorno che ti ritroverai nei miei occhi capiremo di non essere mai stati lontani.
alle sfide, alla quiete, ai perdifiato e ai prendifiato, al cuore che nelle cose mettiamo, al cuore che alle persone doniamo.

 

Il sogno di scrivere

“Il sogno di scrivere” di Roberto Cotroneo, ed. Utet

“Per scrivere dovete avere una ragione autentica, un bisogno e essere un po’ folli”

Bskm_58IMAAXwKZIl libro di Cotroneo l’ho atteso con grande entusiasmo e curiosità. Avevo letto dei suoi libri e lo seguo con costanza sui social: mi piace la sua capacità narrativa, anche quando si condensa in 140 caratteri sapendo andare nel profondo ma con leggerezza, come una carezza che lascia il segno. Pertanto gioiosamente cmi sono tuffata nelle sue pagine su “Il sogno di scrivere” (perchè lo abbiamo tutti, perchè è giusto realizzarlo). Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la fluidità del discorso. “Il sogno di scrivere” non è un manuale di istruzioni per l’uso della scrittura creativa, nè un ricettario, è piuttosto un racconto, avvincente, appassionato e preciso che ha come protagonista la scrittura. La narrazione viene proposta e vissuta dall’autore come esperienza innanzitutto personale per soddisfare il bisogno di raccontarsi insito in ogni persona. Lungo le pagine con professionalità ed umanità, l’autore ci accompagna all’interno dei meccanismi di lettura, scrittura, creazione, rilettura, un viaggio intimo e condiviso dove non mancano suggerimenti su come “mettere le ali” al sogno di scrivere. Si alternano così annedoti personali, citazioni, riflessioni in un variegato e stimolante percorso. In un mondo letterario dove autori e pubblicazioni prolificano, mi piace molto la determinazione dell’autore: scrivere non è un delitto, perchè, come dice Cotroneo, “scrivere è uno dei migliori modi per conoscere se stessi”.  Avventurarmi  e perdermi in questo testo mi ha fatto ritrovare, mettendomi in discussione, nuove prospettive sia come insegnante elementare con cui i bambini iniziano il miracolo di scrivere, sia come appassionata di scrittura. Imperdibile.

Enigmi e segni da decifrare

Che tu sia per me lo Zahir, il mio desiderio realizzato. E l’Aleph, il luogo da cui si vedono tutti i posti del mondo.
Spalanco i pensieri all’infinito, l’attesa si fa coraggio per incontrare orizzonti
Scalare parole per arrivarti e poi…il vuoto.
Ovunque siano i vostri pensieri, che ci sia una musica per cullarli, e un treno per andare via lontano.
Ci saranno luci ed ombre, ma l’incedere delle onde è inarrestabile e il nostro viaggio lì fluisce.
Era facile finché eri parole, sogno e desideri. Poi il tuo viso, ma io sapevo già l’odore della tua pelle. Eravamo già prima di tutto ciò.
Certe storie non fanno che incontrarsi: anno dopo anno, parola dopo parola per piacersi sempre, in ogni caso, in ogni tempo.
Credevo che non sarebbero mai più tornati i lunghi pomeriggi estivi, infiniti e densi come nell’infanzia. Ed inaspettati eccoli, qui.
Le persone meravigliose, tipo quelle che credono in quel che fai, senza tante parole, ma con gesti e presenza sostengono i sogni e progetti
E conterò fino a 11, e finirá. Difficile lasciarci, ma non si può fermare.E poi ti incontrerò? Il tuo viso avrà la forma delle mie parole.
Quanto avevi ragione tu. Io sono una che non cerca risposte, cerca domande.
A volte i passi si fanno incerti e il respiro va in apnea, non resta che quietarsi senza aspettarsi niente.
Mi piace il solstizio d’estate, nei paesi nordici ha un valore magico. È uno di quei giorni dove il Tempo si incanta.
Bellezza e sofferenza, gli anni che passano sul viso e fra i capelli, ma riconoscere in un attimo la stessa luce degli occhi.

Parole come Sale d’attesa

Il tempo prezioso e anche quando si perde, merita farlo per qualcosa che davvero vale
Variare o sopprimere le parole come esercizio di stile per ingannare il tempo, quando tutto il tempo non fa che indossare il tuo nome.
Un vento fresco e sottile a tradimento sulla schiena, si insinua a soffiare sui ricordi.
vidi il mio volto: l’alfabeto delle mie origini, dei miei incontri,della vita che ci attraversa fino a fare tutti insieme la nostra storia.
Arrivati fino a qui, non c’è altra scelta che andate avanti, con tutta la forza del mare, ogni tanto fermarsi e respirare più a fondo,e via.
In effetti ci sono battiti di ciglia che sono il metronomo gli attimi sospesi
le leggi dell’attrazione rispondono sempre alla natura che ci abita.
Finisce il tempo, qualsiasi tempo. Siamo attimi tra un arrivo e una partenza. Anche qui. Finisce così.
Le sale d’attesa sono come lo spazio bianco nel foglio da scrivere.
Perché insieme, è meglio.
Il silenzio non faceva paura. Infondo gli occhi stavano giá facendo l’amore.
Mi sfiorò per un istante il timore del nostro abbraccio.
Decifrare gesti sapendo che sempre il filtro di un genuino affetto avrá la meglio.
Forse certi rapporti resteranno sempre un enigma e in quel mistero infinito è lo spazio di tempo e bellezza.
C’è sempre da riservare spazio alla tenerezza verso gli altri,le cose, se stessi.È il lascia passare della bellezza inaspettata.
Si cercano risposte, frugando nelle possibilità e poi, quando meno te lo aspetti, arrivano chiare e lampanti.
Il tuo nome è la formula che schiude i misteri della vita e ne fa armonia.

Elogio del bacio

Il bacio e non si sa più dove finisci tu ed inizio io
Il bacio è ciò che rende una città meravigliosa magica, anche con la pioggia.
Il bacio non teme le partenze, perchè sa gustarsi il momento. Qui ed ora.
Nel bacio ci raccogliamo l’uno nell’altra e tutto il resto non esiste. Il tempo e lo spazio si fermano.
Gli alberi sono complici perfetti: sostengono il tremore di labbra che scegliendosi si sugellano nel bacio.
Il bacio sa sorprendere sempre, anche se ci si conosce a memoria.
Con un bacio il vuoto intorno è pieno di Bellezza.
Il bacio ci ricorda che l’amore si legge e si ascolta con le labbra.

Credo

Credo alle coincidenze, ai silenzi che sanno parlarsi, all’empatia che stringe legami con essenzialitá, all’istinto che ci rende veri.
Credo allo stupore negli occhi di chi guarda, alla pelle che non sa mentire, ai cuori che si spalancano, alla forza di un sogno onesto.
Credo, nonostante tutto, alle persone che regalano inattesi atti di gentilezza, ai sorrisi sinceri,alla vita che sa essere più forte di noi.
Credo alla famiglia di sangue e a quella che ogni giorno ci scegliamo, alle amicizie senza etichette, ai ‘per caso’ e al verbo ‘scegliere’.

Il labirinto

Il labirinto è una costruzione per confondere gli uomini. Tuttavia nel labirinto dei tuoi pensieri io mi ritrovo.
La sensualità giocosa di asole e bottoni.
Ho cercato di esserti fedele dando alle mie passioni il tuo nome.
Non vogliamo nè dei nè eroi, ma uomini in ascolto che si lascino vivere, e ci abbraccino.
Ma Tu vivi anche fuori dalle parole, come presenza nei miei istanti, nei miei pensieri, nei miei dialoghi con me stessa.
E quando i tasti si fanno silenzio, tu mi resti impigliato nei pensieri, e non faccio niente per evitarlo.
Ore fra i tasti, distanze che si accorciano, tempo che si dilata, respiri che si intuiscono immaginando gesti
Io so che tu riconosceresti i miei occhi onesti,sempre e comunque: quell’onestà con cui mi avvicino a te, per sentirti oltre l’immaginazione
Odore di pini, gelsomimo e … l’odore della notte che non si può etichettare.
Voglio essere Musa.
a chi sa portare magia nella vita degli altri
Ho collezionato sogni, visioni, percorsi, esperienze con passione e sacrificio. Ora è il momento di farne primavera.
Un attacco di gelosia direttamente proporzionale alla propria insicurezza.
A volte il troppo amore per l’altro induce a un’eccessiva severità verso se stessi.
Uno smisurato bisogno di fiducia, reciproca, per deporre le armi e tornare a camminare senza perdersi di vista.
Oggi è il compleanno di Pessoa. Direi di brindare a tutti i frammenti di noi sparsi in ogni altrove.
Stanotte. Lattiginosa, mielosa, rotonda, madida, intessuta di trame, misteriosa. Io, luna.
Ai rivoli di emozioni che segretamente ci stanno scavando storie, per essere marea nell’incontro.
La sottile differenza tra “mi sono letteralmente innanorata di te” e “mi sono letterariamente innamorata di te”
Vorrei solo un po’ d’abbandono. Abbandonarmi a te con tutti i sensi in festa.
Quando ? Sarà sempre tardi eppure saremo ancora in tempo.
Tutte le vite che saranno, e quelle che scarteremo in questo tempo che è oggi, comunque sia intenso

 

Taccuino da altri mondi

Avrei voluto veder accadere cose nella mia vita. Sapevo che niente era come sembrava, ma non riuscivo a trovarne una prova.

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