Ognuno ha la sua particolare avventura con “Dialoghi con Leucò” e ora che siamo agli sgoccioli la posso pensare, teneramente e con soddisfazione. Tutto inizò poco dopo Natale, quando la mia TL su TW era invasa da questo #Leucò. Incuriosita controllai l’ # ma non trovando niente scovai su Google l’opera di Pavese, e credetti che questi tuitteri forsennati per i dialoghi dello scrittori fossero qualcosa di informe che prendeva spunto dai dialoghi per tuittare. Poi l’esercito dei Leuconiani si è fatto sempre più minaccioso, raggiungendo intorno a S.Valentino proporzioni devastanti. La mia TL era strapiena di #Leucò, alcuni tw talmente rituittati mi passavano sotto gli occhi un numero elevato di volte e sebbene interessanti resta ancora il dubbio di questo rituittare selvaggiamente: per dire io alcuni utenti ho smesso di seguirli per questo motivo, intasamento. Finalmente, con non molta facilità, ho rintracciato le fonti originarie leggendomi qualcosa sulla Fondazione Pavese, scoprendo che era un esperimento social letterario organizzatissimo con tanto di calendari e di titani che modulavano la navigazione. Inoltre,mentre Leucò  si dimenava sul dialogo 11, in tl si accendeva la discussione sulla spontaneità di questa iniziativa, e l’interesse intrinseco degli enti locali. Io personalmente non ci vedo niente di male a sperimentare ludicamente e magari a coinvolgere gli Enti, perchè si sa che i fondi cultura latinano, tanto di cappello a chi fa circolare cultura e si ingegna per la sua sopravvivenza. Insieme a un mio caro amico di tw abbiamo finalmente preso il libro e ci siamo buttati nella mischia. Inizialmente credevo che bisognasse essere esperti critici letterari e il mio senso di inadeguatezza prevaleva. Poi ho visto che la maggior parte delle persone riscrivevano a modo loro Leucò, e tentati. Io ho scritto quasi esclusivamente di me tramite Leucò: confesso di averlo letto riletto pensato confuso per ispirarmi, per raccontarmi. Mi sono immedesimata, a volte proprio nelle parole di Pavese, ancora più sottilmente che nei miti o nelle storie. Ho contaminato Leucò con le mie passioni: cinema e memorie femminili  e altre letterature. Non mi sento di aver violentato Leucò: in questo momento non potevo fare una serie esegesi del testo analitica, pratica altrettando creativa ma che richiede uno studio e strumenti affini, e allora ho dato spazio alla scrittura, pratica creativa e altrettando dolorosa e estatica visto che si scava dentro. Ho avuto così modo di conoscere altre persone, altre passioni e persini altri mezzi (Instagram storify pinteres) che prima non usavo e alcuni di questi leuconiani son divenuti una simpatica combricciola tuitter extra Leucò. Nel frattempo molti dei miei followers hanno iniziato a chiedermi di Leucò e ho spiegato loro. Qualcuno si è inserito nella folla della riscrittura, ma so per certo che 9 di loro hanno preso il libro stimolati dai miei tw e per me è stata una grande gioia, portare Pavese negli occhi di chi si incuriosiva. Ed io mi son presa la raccolta completa delle poesie di Pavese, e in parallelo leggendo e vivendo Leucò era un bellissimo sottofondo, e l’altra soddisfazione è stato spiegare alla libraia, incredula di questa riscoperta di Pavese generale, cosa fosse Leucò su Tw. Si, Leucò stava uscendo da Tw. Ne parlavo con i miei familiari, con le mie colleghe, qualche citazione ha iniziato a essere nelle chiacchere fra le amiche. Abbiamo chiesto nuovi giochi, nuovi libri su cui tuittare, magari accadranno. E’ stata un’esperienza bellissima, poliedrica, e dopo due anni che per motivi di studio e familiari mi ero allontanata dalla scrittura e dalla lettura, una vera flebo di voglia di esserci, di incontrarmi, di scoprire. Mancano 4 giorni alla fine di questo viaggio. Ora scorro la mia time line su tw e vedo messaggi di persone al di fuori di Leucò che senza saperlo esprimono sintonie con quello che stiamo leggendo, e li citerò e sarà un modo per coinvolgerli. #Leucò è un po’ come sentirsi il sangue che scorrendo nelle vene porta poesia in circolo, ovunque. Quel sangue che ti fa venire voglia di occupare la fondazione Pavese e nell’ebrezza dei vigneti dirci grazie negli occhi. Il mio grazie va a tutto lo staff meraviglioso @piervaccaneo @TorinoAnni10 @LUNAFALO ( ragazzi in gamba il cui entusiasmo fa venire voglia di credere che il meglio deve venire) ai titani e a tutte le muse e gli dei splendidamente umani che di Leucò hanno scritto.

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