Quel primo bacio in una cripta segreta fra mani e lingue impacciate, il sapore dell’adolescenza e dell’aspettativa.

Anzi, c’era un altro bacio, rubato in fila sulle scale della scuola, aspettando la campanella. Sapeva di latte.

Poi una serie di primi baci: proibiti, curiosi, casuali, senza orizzonti. Allenamenti.

Quel primo bacio fra disperazione e bellezza, sapeva di inchiostro e Havana, ci aggrappavamo a lui per salvarci.

Il primo bacio rubato fra codici e luoghi oscuri, era un bacio di ghiaccio, come l’azzurro, come la neve.

Poi c’è stato quel primo bacio, su cui nessuno avrebbe scommesso, scombinato che ribolliva come la sciara del fuoco.

E un bacio giovane come una nuova prima volta che sapeva di mille colori ed effetti luce sulla pelle.

E quel bacio ambizioso che credeva di poter cambiare storie e destini, coi suoi profumi di arance amare.

Quel primo bacio nel temporale:iniziò a un viaggio chiamato amore che adesso a ricercarlo è fatica. Bello era bello.

Un primo bacio, il primo di altri 100. Numero esatto a tempo determinato che vale per sè senza etichette.

Come un primo bacio rubato, clandestino,armato di desiderio, abusivo eppure pieno di vita.

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