Tu sei zucchero e salmastro, qualcosa che le labbra e le ferite apprezzano molto, moltissimo.
La dolcissima follia di aversi e desiderarsi ancora, viversi per sognare di nuovo.
Di Marzo il suo imprevedibile umore, la sua leggerezza, nella pioggia e nel sole.
E a volte anche pochi cm sono una distanza enorme se si insinuano gli abissi.
Un bacio qui sulla nuca, dove i pensieri si fanno pesantezza, sulla pelle nascosta dai ricci in attesa di tenerezze.
A volte oltre che di essere capiti c’è bisogno di essere amati.
Ho voglia di stare con me. Esclusivamente con me. Voglio dedicarmi completamente a addolcire la mia fragilità.
“In viaggio” come stato permanente

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