Io e Shakespeare ci siamo sempre trovati un po’ per caso ma sempre al momento giusto. In quinta elementare qualcuno per regalo mi donò un’edizione per ragazzi di Shekespeare con disegni bellissimi e alcune sue opere raccontate per un pubblico giovanissimo, questo volume è tuttoggi nello scaffale più alto nella libreria dei miei. Mi piacevano i disegni dei personaggi con i loro nomi lungo le sagome scritte in corsivo. Mi piacevano le storie intrigate certo, d’amore e di spada, per me romantica schermista grande ammiratrice già allora degli amori difficili. Tuttavia una parte di me, andava oltre Giulietta ed Ofelia, perchè era semplicemente affascinata da Viola, l’intraprendente viaggiatrice che sogna e vive nella dodicesima notte. Il secondo incontro era il 1990, in terza media, una mia zia mi regalò l’Amleto che lessi in estate con l’avidità di chi legge un classico e lo divorai. Alle superiori una delle mie migliori amiche aveva un libricciono in carta riciclata, stampato da un editore underground, mi piacevano tantissimo quei sonetti! Certo qualcuno finì finemente decorato nella mia smemoranda di allora, altri finirono nella mia memoria, a forza di rileggerli. Poi qualche anno dopo, nel 1999, mi comprai l’edizione integrale dei sonetti e sono rimasti lì, tra i miei libri in cui ogni tanto mi immergo per ritrovarmi. Poi è arrivata l’università, nella fattispecie teatro, e per cui Shakespeare è divenuto di più: addentrarsi, rivisitare, capire, innamorandomi di Macbeth e scoprendo come a teatro tutto il teatro di Shakespeare sia stato rivisitato riproposto rivissuto in milioni di modi. A un certo punto ho anche letto molto di lui in un corso di teatro e soprattutto ho letto il 75mo sonetto durante il mio matrimonio civile: al posto delle promesse, le parole del Bardo. E poi è tornato. E’ tornato quest’anno, nei suoi 400 anni. E’ tornato con #Hamletw e un po’ per gioco l’ho proposto i miei alunni. Ero davvero preoccupata che fosse un testo, anche se in edizione per ragazzi, troppo “forte”. Invece mi hanno stupito, bimbi e bardo: si sono fatti attraversare dal testo, per entrare nell’anima dello scrittore, ed io mi sono appassionata, stupita, arrabbiata, desolata, commossa con loro e Amleto, come se il cerchio fosse infinito, in fondo avevo la loro età la prima volta che incontrai Will. Credo che ci incontreremo ancora e a lungo, riconoscendoci e ogni volta come se fosse una prima volta.

cgtggnlw4aaht3k