E chi se lo ricorda il primo log in? Io ricordo certo i primi anni e il rumore del modem, la novità di scrivere mail come fossero diari ad amici lontani e recapitarle in tempo reale. Poi certo c’era internet, una biblitoeca praticamente infinita e i primi motori di ricerca per avere accesso al mondo scritto e non scritto, come direbbe Calvino. La prima formazione on line appena entrata di ruolo e poco dopo l’iscrizione agli esami universitari comodomente da casa, la possibilità di comprare libri introvabili nella propria città in un altrove e farseli arrivare, così poi si sarebbe comprato di tutto, viaggi, borse, vestiti, regali. Nel frattempo erano comparse le prime chat, i primi messanger, i primi forum. Lo ricordo ancora il mio sito preferito in questo senso, Kataweb, una grande palestra di possibilità. Sembrava tutto più grande e multiforme visto da dentro la rete il mondo. Ho conosciuto persone, amici e anche amori, ho ripreso a scrivere con la voglia di essere letta ed è nato anche questo blog. Nel frattempo anche nel mio lavoro è entrato questo mondo, e la differenza tra mondo virtuale e reale è più sottile, forse grazie alla consapevolezza. Nel frattempo con smart e tablet e il 3G abbiamo la possibilità di essere sempre connessi, a volte anche troppo e allora anche lo spazio fra privato e pubblico si fa labile. Cosa rimarrà di questi bytes persi tra i tasti e e le notifiche? Certo la dilatazione dei mondi, l’uso creativo di strumenti e rete, la sconfinatezza degli orizzonti, la prospettiva di una cittadinanza digitale ma soprattutto il fattore umano, in quanto siamo persone e cittadini prima che profili e utenti.ches30rwwaiijee