E poi angoli orfani di emozioni che le sue mani in viaggio trasformarono in primavera e pollini.

Mani con voglia di normalità:stringersi i fianchi su una musica suadente in un giorno qualunque

Nell’abbraccio si domandavano come potesse la pelle dell’altro essere  subito familiare. Straordinario era l’ amore.

Di quei due che sorridevano annusando sulla propria pelle l’odore dell’altro

Ai passanti il mondo sembrava migliore vedendo quei due così ubriachi d’amore baciarsi dappertutto

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