La mia fragilità è oleosa oltre che tagliente, soprattutto in certi momenti quando dubito di me e non mi so bastare. Tutto diviene un caos di colori e suoni dove smarrisco fili di racconti e pezzi. E’ l’attimo inesorabile della rinuncia: rinuncio ad osare, mi accontento di sopravvivere e così via. Sento che ti scivolo via,come se allontanarmi fosse un modo per gridarti di aiutarmi, di salvarmi dalla mia stessa paura. E poi mi afferri,delicatamente, nemmeno me ne accorgo. E’ un tuffo in acque profonde, trattenere il respiro, tu mi afferri e torno in alto e ricomincio a respirare. Non sono lacrime ciò che mi bagnano, ma baci dati da lontano che fanno da coperta nelle notti troppo fredde e traditrici.

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