Potrei stare lì a fior di labbra, a fior delle tue labbra che sanno di caffè e sogni troppo grandi e stanchi. Fermarmi per un istante tra il sapore e la distrazione, evandendo da questa attenzione apparente che rivolgo alle parole, ai pensieri mentre gli occhi fuggono sulle mani immaginando la distanza di un accordo sempre troppo grande per due anime che si annusano. Potrei stare lì, tra le dita allenate a saltare di tempo in tempo, fra il bianco e il nero dei tasti, ogni buono proposito invece si sgretola in quel secondo verde bosco in cui gli occhi per un attimo si penetrano raccontadosi tutta un’altra vita, quasi tenendosi stretti, compenetrandosi. E’ solo un istante, le tazzine tornano vuote, gli orologi corrono.
La sera tra le lenzuola c’è odore di verde bosco nei desideri. A ripensarci le gote arrossisscono.

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