Interno giorno, luce soffusa. Labbra calde che cercano brividi a cui attraccare, dita che scoprono millimetri di pelle assetata. Tutto il resto è silenzio di attimi nel metronomo dei respiri convulsi. Cercarci e trovarsi non è forse la festa dell’accadersi? Mi vivi e resti addosso anche nel dopo, anche nella distanza, come la parte di me che mi sorride senza domande

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