Passa un treno ed è già di nuovo domani
Il 29/06 è sempre un giorno surreale. Passai dalla stazione 20 minuti prima per caso…sarei dovuta rientrare dopo a casa. Al mattino avevo il telefono pieno di chiamate per sapere dove fossi. Solo in quel momento ho saputo del treno. Allora insegnavo in centro. C’erano famiglie coinvolte, conoscenti e vittime, nuclei dilaniati. La città il giorno dopo era fantasmatica silenziosa, odore di bruciato ovunque. Agli anziani ricordava l’odore di pelle bruciata dei rastrellamenti sulle colline. Non sembrava più estate. La nostra  scuola divenne il dormitorio degli sfollati. Poi i funerali i processi  e Viareggio è un paesone e alla fine scopri che conoscevi un sacco di gente.  Pochi giorni dopo c’era un matrimomio di amici, era davvero strano con la conta dei decessi come stillicidio. Ogni volta il 29 giugno torna anche se io lo sento più spesso…ogni volta che immagino una passerella che non c’è, più ogni volta che dopo le 23 sento un fischio del treno, ogni volta che la giustizia odora di utopia.
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