L’olio di riso, il burro, i girasoli ancora troppo deboli tanto da non guardare il sole ma dialogare tra loro, gli occhi che ridono prima della bocca, i silenzi e la pause, i contrattempi, le lezioni e le distrazioni, i chilometri in auto i centimetri sul corpo, le bollicine nella limonata, il lino, il cotone, i panni stesi al sole, l’odore della terra, la placidità del lago e la tempesta dentro, gli anni da spolverare, il bianco dei tessuti, l’ambra della pelle, gli incontri casuali tra i caffè, le traiettorie degli sguardi che si cercano, il ritmo, il raccontarsi, la complicità, i vetri appannati, i ritagli di tempo e le sottrazioni del tempo, le illustrazioni per bambini, le percussioni sulla pelle dell’anima.

Piccoli particolari senza importanza.

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