Sarà una soggettiva il mio racconto di te al mondo casomai, con angoli di realtà smussati e la felicità setacciata a fior di pelle.
La freschezza del mattino di settembre sulle impronte di luce lasciate da una stagione intensa, dentro e fuori.
Chi ci manca alla fine non è così lontano: è fra i nostri pensieri, nei gesti, nel modo di essere che siamo.
Lo splendore degli attimi vissuti o guardati stava nel fatto che poi li avremmo ricercati, ricordati, coltivati.
Pezzi altrove e un viaggio da scoprire. Quest’anno inizia così.
Attese di viaggi addosso perché scoprirsi a pelle è guardarsi dentro.

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