Argentina, 1932

Sorseggiava lentamente un tè bianco che Inès le aveva portato direttamente dal viaggio di nozze in China con Gabriel. Era un tè non molto bollente, dall’infusione breve da consumare da solo, magari di pomeriggio. Così le aveva detto Inès. A lei quel tè sembrava bollente, amaro, scuro. Era il tè del ritorno, della definitiva sentenza che Inès e Gabriel erano davvero una cosa sola, almeno sulla carta. Il viaggio non li aveva cambiati. Così come non era cambiato nonostante tutto la sua fissazione per lui. Lo aveva intravisto di ritorno con Ines in un pomeriggio di convenevoli. Lui era ancora visibilmente imbarazzati: una vita segreta insieme non si omette facilmente. Inès aveva ordinato al neosposo di prendere i regali per Clara dalla China, una sciarpa di seta blu che la stessa Inès col piogolio della sua voce le mise sulle spalle. Poi fu la volta di Gabriel: le consegnò il pacchetto col tè bianco direttamente in mano, con gli occhi abbassati, percependo brividi precisi e rapidi nello sfiorarsi. Adesso se lo stava bevendo in una tazza rossa lentamente. Sospirando meditava già come riconquistarlo.

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