I giardini di Vincent

Frank Drummer è il pazzo del villaggio che passò dalla cella del ricovero alla collina, che non sapeva esprimere il suo mondo interiore e fu segregato. Se capitate vicino ad Arles quindi andate a vederla: ci sono i girasoli e le notti stellate come nei quadri che fanno parte di un’intera umanità. E c’è l’edificio del ricovero psichiatrico che, come le stelle e i girasoli, Van Gogh soggiornandovi trasformò da disperazione ad arte immensa. È un giro pieno di commozione, che alimenta la voglia di vivere. ‪#‎twifaber‬/02 ‪#‎spoonriver‬

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Les amants

Credevo. Speravo. Sentivo. Voglio.
Amasti la mia tenerezza senza abusare della compresa vulnerabilità. #lesamants
In te ogni attimo è sempre.
‘Ho sempre avuto il sospetto di non esistere. Poi mi hai preso per mano, ti ho fatto sorridere e ho capito di essere viva’ #lesamants
Intreccio le mie dita alle tue. Non è annodarsi, è fondersi. #lesamants
Un pomeriggio che odora di cinguettii e crema pasticcera. La densità del sapersi ritrovare. #lesamants
“io la vorrei vedere quella pioggia di stelle e astri e anche se il cielo rimanesse senza sguardo basterebbero i tuoi occhi a illuminarlo”
Scriverò tutto il bene per te in mille alfabeti sulla tua pelle, strato su strato fino alla tua anima: lì lo tatuerò coi baci.
Se io fossi un angelo vorrei essere il tuo. Mi basterebbe per poterti stare vicino
Al migliore offerente si regala solo quel che resta dell’amore. Briciole, scampoli e coriandoli. Insomma, pezzi di vetro.
I tuoi respiri mi appannano i pensiero. Ci passerò la lingua per vederci attraverso. #lesamants
In your eyes I’m feeling very smoking hot. #lesamants
Tutto quel che non c’è. E che ci annoda più di tutto il resto. #lesamants
Ci sono risvegli dove il confine sogno e realtà è solo un effetto ottico.
Presto! E’ sempre troppo tardi per noi. #lesamants
Non la musica ad averci stregato. Ma quello che evocava per ciascuno.Come un bacio:ricordi sogni futuri amplessi.E divenimmo Noi. #lesamants
Quel brivido che parte dagli occhi al ventre e tutto il resto non esiste. Eccetto le labbra contratte

La via della dissonanza e The Blaue Raiter

( Visioni in soggettiva di una “mostra stupenda”, un ossimoro, si )

Pisa, Palazzo Blu ( che è già un bel nome) Kandinsky fino al 3 Febbraio

Dalla Russia all’Europa

Ho visto numerose esposizioni di Kandinsky, perchè è uno dei miei pittori preferiti ( e studiati e portati al lavoro), e questa mi è piaciuta per l’originale percorso che l’occhio intraprende durante l’allestimento. Come specificato nel sottotitolo il viaggio si focalizza da quando il giovane pittore lascia gli studi giuridici fino a quanto approda ad insegnare alla Bauhaus. Interessante è scavare nella ricerca etnografica del primo Kandinsky che si annida nella tradizione fiabesca russa. Poi  soprattutto il “contorno” specialmente nel contatto col simbolismo e il periodo Murnau. In questo, a parte le opere esposte del nostro Kandinsky, sono veramente rilevanti i quadri dei mondi in contatto con lui Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg. Danno l’idea di un universo pieno di richiami e compenetrazioni visive per cui ci si addentra ben oltre il guardare, si sente effettivamente il fuoco e l’incedere della ricerca creativa come atto artistico e di investigazione sul rapporto col mondo intellegibile e non. La mostra è arricchita da notevoli apparati di citazioni che ci fanno penetrare a fondo nel pensiero di questo pittore meraviglioso. Anche la parte finale, dedicata ai bambini, merita moltissimo: una favola su un cavallo blu che tutti noi dovremmo ricordare di non lasciare troppo imbrigliato.

Io mi son segnata queste….

Ho imparato a non guardare da una parte, ma a vivere la vita stessa da dentro. Kandinsky

La via è quella della dissonanza in ogni arte

Tracciavo macchie che lasciavo cantare più forte che potevo.

Mi sentii dire che esageravo  coi colori naturali, rendevano incomprensibili la mia pittura. L’unica ancora di salvezza sarebbe stata imparare a scomporre i colori.

Ora non è il momento della temperanza, voglio bere come un selvaggio scita. A. Puškin

Sito dell’evento http://www.palazzoblu.org/index.php?id=771&lang=it

I miei occhi

( Quando  non scrivo, vi guardo)

I miei occhi vi scorrono in lungo e in largo, dettagliano con precisione e poesia. E annusano. Per fermarsi. A meravigliarsi.

I miei occhi, hanno imparato fin da piccoli a guardare per chi non lo poteva fare. E di conseguenza, a raccontare il mondo.

Non si fermano davanti a niente, hanno fame di vita. Anche mentre dormono corrono sugli sconfinati orizzonti dei sogni

Sono il palcoscenico di bagliori e fotogrammi spesso troppo rapidi, spesso troppo brucianti, ma preferiscono restare svegli

Ci sono demoni che ci ballano dentro. Allo specchio, non mi abituo a vederli. Sono l’eredità di certi incontri avvenuti, non rinnegati

Ma, i miei occhi, non dimenticano la meraviglia della camera oscura da piccola quando le immagini…avvenivano lente

E amano incontrare altri occhi e stupirsi per come ancora possa essere stupefacente tutto ciò che intorno accade. Sono occhi liberi

Se casomai dovessi incontrarli i miei occhi:non temerli.Scuri ma fragili.Non interrogarli, ma accoglili.E amali, comunque.Come fanno loro.

Note al margine: I mostri del cuore si alimentano con l’inazione. Non sono le sconfitte a
ingrandirli, ma le rinunce. (Massimo Gramellini, Fai bei sogni)

Qualcosa di azzurro

"Forse la mia arte è un’arte insensata, un mecurio cangiante,
un’anima azzurra che precipita sopra i miei quadri."M.Chagall. Ultima settimana per questa splendida mostra…andate andate andate e gustatevi i toni, gli azzurri, ma anche i rossi, la luce, le storie polivalenti questo pittore: coloratevi gli occhi, inciampate sui tratti della materia che sporge dalle tele, passeggiate dentro le forme fino a commuovervi, insomma: emozionatevi.

Riuscirò

forse dai granelli confusi della mia mente non dico a farne una scultura o un cosmico mandala, ma se non altro a leggerli, perchè restandomi addosso tra le pighe della pelle abbiano un senso, o almeno, un proprio ritmo…

Dublino, Agosto 2009

L'allunaggio

Viaggio nella luna
È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti. (William Shakespeare)
Allunaggio, 40 anni fa, e la luna da sempre mito divenne qualcosa di tangibile. Ma il suo fascino rimane ineguagliabile ed io nella luna mi ci specchio pienamente,“Alla luna” son stati scritti scritti versi infiniti, una calviniana freccia nella lezione americana “Leggerezza” che va da Dante a Leopardi. Si può essere “Stregati dalla luna” oppure inconsapevoli protagonisti di quel “Poema dei lunatici” che si cuce addosso come seconda pelle. Bruci la luna, come mistero, come altra faccia che ognuno ha ma nasconde. Brucia “la luna e i falò” , oppure brucia la sfida come per Galileo che per primo le puntò il telescopio
addosso, portandosi addosso ingiurie e processi. Lei implacabile e silenziosa muove i liquidi, le maree come in Bretagna cambiando paesaggi e suggestioni nel giro di poche ore. Luna dai mille nomi: Selene, Artemide, Thana in Etruria e prima Iside in Egitto. Poi ci sono le lune aggettivate: quando tutti sui nodi del vento diventammo esperti nautici sulla scia di “Luna Rossa”.
Sulla luna prima di Armostrong ( ma mi son chiesta se mai ci sia stato visto che nello stesso momento Kubrick stava girando le spettacolari sequenze di “2001 odissea nello spazio”) c’era stato Astolfo a recuperare il senno di Orlando, là in mezzo alle lacrime degli amanti, ma con altro candore c’era stato anche Totò ben prima dell’Apollo 11. Per il cinem ala luna è un occhio di bue su cui proiettare altri sogni; infondo una prima pellicola di Melies nel 1902 era proprio “Viaggio intorno alla luna”: si possono raccogliere guardando a oriente “i racconti della luna pallida di agosto” guardati di notte in vhs per una sessione d’esame sfidando la forza di gravità delle palpebre, e poi ci si può perdere ai Caraibi ma anche negli occhi folli di J.Depp per la “maledizione della prima luna”. Esistono piccoli episodi poi come il pasoliniano “la terra vista dalla luna” e il meraviglioso pirandelliano rivisto dai Taviani in Kaos “ Mal di luna”, struggente malinconico, insottraibile piccolo gioiello di cinema. E poi “La voce della Luna”…chi non ha mai provato ad ascoltarla? Al cinema si può essere naturalmente lunatici, e indossare come Bigas la luna come cognome. E ancora la luna nera,” la luna è tramontata”, la luna di miele, “Ciula scopre la luna”, la “mezzaluna fertile”, e il tesoro della “mezzaluna errante,” “luna di carta”, soleluna, “lunaria”, “au calir de lune”…fino a “guarda che luna”, e sentire i licantropi Suggestioni, palpabili emozioni tra mito e intimità. La luna simbolo della femminilità perfetta, tondeggiante accogliente misteriosa volubile. Sarà per questo che la luna che preferisco è associata al primo nome di donna, Evaluna, il miglior personaggio della Allende “perchè si ribella al suo destino e si fa strada usando l’unica dote che la natura le ha dato: il dono di raccontare. Perchè è femminile e femminista. Perchè ha un cuore giusto e non teme la propria sensualità”.
E allora per altre mille e una luna da raccontare l’incantesimo suggestivo continua…
Potessero le mie mani sfogliare i doni della luna(Lorca)

Alla luna

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.

A volte la luna sembra più vicina se a tracciarne i contorni sono poesie senza tempo, dai lirici greci a Calvino, scagliate nel tempo a rompere il silenzio e al tempo stesso a riempirci di ritmi pause, specie se è la voce di un attore grandioso. Un attore che usa la voce come uno strumento musicale, un attore che con il corpo delicatamente partecipa a ciò che legge. Un respiro più profondo prima del passo successivo e poi un’immersione dove perdersi è in realtà ritrovarsi. Così in un’abbazia sconsacrata in una calda sera estiva, il pubblico eterogeneo, Lo Cascio che legge poesie infinite e dense. Gli occhi brillano, di luce propria e come schermi leggeri appaiono film e pellicole importanti, e amate. Ma per qualche minuto il tempo e lo spazio sono annullati, e l’anima in quella sospensione quasi eterea si perde tra allunaggi, solitudini, cantici, tra astronomia e poesia.

Ps che poi…di persone note ma umili, disponibili, stupiti dei calorosi commenti e che regalano un vibrante recital gratis, non ce ne sono molte…