The great poet

Rilettura e riscrittura di alcune poesie di S. Toma “Canzoniere della morte”per il progetto

con @TwLetteratura

Sarò fiore, sarò cemento, saranno lombrichi e stelle ma avrò vissuto vedendo il mondo. #TheGreatPoet
Il poeta, coi piedi per terra per capire e l’anima primordiale sulla luna per sentire. #thegreatpoetry
Beat, battiti cercare l’autenticità oltre gli imbavagliamenti. Sentire quella scintilla scalpitare col rischio di frantumarsi #thegreatpoet
Il poeta sa farsi cicala e lombrico per farsi cicala e lombrico e sentire ogni istante sulla propria pelle
A miraggi e favole si torce il poeta con leggerezza e senza difese nel sole e nella pioggia.
C’è l’eternità del verso compromesso e c”è la solitudine di un’emozione, una felicità, uno smembramento leggero.

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Amati disordini

A volte mi fermo a pensarti e allora sei come il piacevole impeto incessante delle onde a farti schiuma su di me.
Alle solitudini della notte, alle sue ore inquiete, alle sue stelle che nel buio pulsano.
La spossatezza dei baci non dati scioglie i desideri trattenuti e volano, oltre.
I baci ad esempio non si addomesticano. Improvvisi saltano i circuiti della logica e dei tempi per affondarci uno nell’altra.
Come del resto i baci troppo a lungo immaginati che la sera sconsiderata ci rinfaccia con indicibile nostalgia.
Non smetteremo mai di stupirci di quanta bellezza può farci fremere stupendoci.
Il tocco dell’estate è quello della tentazione che ti sta addosso sulla pelle e ti non ti dá riposo.
Stasera mi sembra tutto estraneo. La città, il cielo e persino me stessa.
A quelli incontri che sono gesti, silenzi, tempesta, sussulto e a volte un tocco di paradiso.
I lunghi giorni estivi hanno comunque bordi troppo stretti per i pensieri che si sfilacciano tra il sale e le stelle.
Del passato non ho nostalgia, ma del possibile rimasto desiderio ho una malata malinconica mancanza.
E so che con quelle stelle in qualche modo ti ritroverò.
Alla pelle incuriosita, ai cassetti schiusi dei sogni , alla brezza che scompiglia desideri e ricordi
E il vento benediceva i nostri sogni per ritrovare la piacevole sensazione di dormire con le lenzuola addosso.
Amo il disordine delle onde, del vento che scompiglia, dei minuti d’estate che confondono il tempo, della mia borsa specie di venerdì.
Questi ritagli di tempo conquistati, densi, preziosi, interstizi dove i pensieri si tuffano in un florido nulla.

Le mie notti con #TinoBagdad

Un progetto di @TwLetteratura http://www.twletteratura.org/2015/07/le-notti-di-tinobagdad/

Il mio corpo è una stella che danza: basta ferite, porta con sé le spezie dei giorni e tracce di storia. #TinoBagdad
Di notte nella danza si impigliano l’ebrezza dei sensi e le vibrazioni dei sogni,sangue e profumi di vita #TinoBagdad
Giardini nell’anima, profumi sulla schiena: la musica avvolge l’enigma di un dito come stelo di fiore.
Ogni goccia di sangue di una donna sfiorata e maledetta dal fachiro era come mia. Vano implorare pietà. #tinobagdad
La salvezza in cambio dell’anello col mio Caelum: col rifiuto mi guadagnai il disprezzo del fachiro #TinoBagdad
Colori e sapori per raccontare di bambini e la favola si fa poesia. #tinobagdad/03
Di legami forzati, di donne come numeri,di ginecei,di prescelti e di vite senza scelta si racconta in #tinobagdad/03
Il mio lutto è una danza che si libra come nuvola nera nel cielo di Bagdad. #TinoBagdad/04
Ebrei e dervisci rapiti nel silenzio dai versi della poetessa:la morte con versi di sangue e fuoco #tinobagdad/04
La nudità è innocenza, colpevoli sono gli sguardi concupiscenti di chi guarda per il Sultano. #TinoBagdad/05

“Pinocchio nel tempo”

E’ con grande piacere che vi invito Martedì 20/01/2015 all’inagurazione della mostra “Pinocchio nel tempo” organizzata con E. Marracci e la libreria “La Vela” ( Via Garibaldi, Viareggio) per festeggiare insieme la fine del progetto #TwPinocchio insieme alle classi dove insegno @TerzeTomei.

Amianto, una storia operaia

All’interno del progetto #2019Si abbiamo letto su Twitter”Amianto” (A.Prunetti, ed. Alegre), una storia operaia di sicurezza sul lavoro, morti bianche, confronto generazionale, dalla Toscana al Piemonte alla Puglia, una narrazione con toni dolorosi, ironici, amorevoli e indignati, come di fatto è davvero la vita. E’ la storia di un padre raccontato da un figlio, che si è messo in gioco scrivendo ma anche in questi giorni partecipando alla lettura del suo romanzo con noi “lettori”. E’ la prima volta che leggiamo insieme e commentiamo qualcosa di così “forte” e con la presenza dell’autore. Qualcosa che va a toccare corde intime, che scombussola e che al contempo fa sentire meno soli e di cui possiamo solamente e dal profondo ringraziare l’autore, Alberto Prunetti. Il libro di Alberto affronta temi complessi ma la sua storia in molti punti è la storia di tutti: di un paese, di una generazione, per arrivare ad essere senza tempo e confini. “Amianto” in certi punti fa male, è colpo allo stomaco, un sano ricordare che non è inutile credere e fare di tutto per cambiare la “quotidianità” di questo paese. E la storia di Alberto, il suo modo di raccontarla, il suo avvicinarsi al lettore nelle pagine e con i tweet ci incoraggiano a credere e a agire, a cercare ancora di rendere questo posto migliore….

I tweet prodotti durante la lettura li ho raccolti in questo twbook  http://beta.trytweetbook.com/book/103189
Il progetto a cura di @TwLetteratura è consultabile qui
http://www.twletteratura.org/2019si-alberto-prunetti/
Alcune citazioni inserite nel twbook riportate dell’autore sono tratte dall’intervista a lui realizzata da Edoardo Montenegro qui riportata
http://www.twletteratura.org/amianto-intervista-da-alberto-prunetti/

Appunti di riscrittura: “Un anno sull’altipiano”

“Nell’anno in cui tutto il mondo commemora il centenario della Grande Guerra (1914-2014), Twitteratura lancia il progetto di lettura e riscrittura su Twitter di Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu” dal sito http://www.twitteratura.it

In terza superiore un giovane insegnante precario ci dette una lista di libri consigliati e imperdibili da leggere,:dei “classici” in un elenco scritto a macchina che a pensarci oggi sembra veramente lontanissimo nel tempo. Alcuni li avevo già letti con vorace precocità, molti sottratti dalla biblioteca della gioventù di mia mamma, altri li ho letti a seguito dei suoi suggerimenti, altri sono rimasti su quell’elenco che ancora conservo, sospesi. Fra questi c’era “Un anno sull’altipiano” di Lussu. Pochi mesi fa mi è tornato questo libro negli occhi che era rimasto, onestamente, sempre a margine negli anni e nelle esperienze accumulate. E’ tornato nell’anno in cui per commemorare la grande guerra Twitteratura.it ne ha proposto la rilettura su Twitter. Ho così preso il libro, l’ho letto inizialmente con fatica, poi con coinvolgimento, e a fine lettura l’ho considerato un libro importante e non solo un capolavoro della letteratura bellica, come molte etichette lo celebrano.  Mi è piaicuto lo stile asciutto del racconto, per cui i tragici eventi narrati ci arrivano diritti come un colpo a bruciapelo senza retorica. Tuttavia confesso chL00326e di tutti i libri riletti o scoperti con Twitteratura.it è stato per me, nella lettura intera che solitamente faccio prima di iniziare il progetto, il meno emozionante. Calvino, Pavese, Rodari sono da sempre grandi amori letterari in cui mi muovo con vivace passione, Manzoni proposto con le scuole è stato puro entusiasmo e Pasolini, per quanto non lo apprezzassi, aveva acceso comunque in me grande interesse. Tutto ciò con Lussu non era accaduto. Iniziato il progetto, ho visto subito le mie personali difficoltà iniziali : innanzitutto un testo che comunque prevedeva approfondimenti geografici e storici e soprattutto qualche nozione sulla vita “militaresca”, argomento a me del tutto estraneo. Inoltre il romanzo offre due “fronti” delicatissimi: le sensibilità della memoria e le radici di quella che è stata poi la nostra dittatura. Dinanzi a tutte queste premesse, ho pensato che non restava che il testo e qui è scoccato un amore inatteso. “Stare sul testo” come forse non mi è capitato in altre scritture, perchè già molto note o perchè molto emozionali. “Stare sul testo”: non accontentarsi di leggere, ma di cercare nelle parole i suoni, i collegamenti, il significato, cercare nella sintassi e nella scelta dei vocaboli l’anima del libro e più si scava nel testo più è il libro che mi ha scavato dentro. In questo modo tutto è divenuto nuovo ed avvicente, e via via che la riscrittura prosegue i collegamenti, i legami si fanno sempre più intensi. Non occorre molta fantasia ma solo il coraggio dell’onestà per vedere in “Un anno sull’altipiano” un meraviglioso romanzo estremamente moderno, tanto che in alcuni passaggi sembra ancora capace di raccontare non solo il passato, ma anche il presente. E’ un’esperienza di grande passione questa rilettura di #Lussu, a tratti sorprendente. Di riflesso oltre a colmare lacune leggendo i tweet elaborati dalla comunità, il progetto è una grande esercizio di approccio alla scrittura sia come lettura che come produzione attraverso i 140 caratteri. Per me che scrivo sempre “ di pancia” cercare il valore delle parole in lettura ha significato poi riscrivere senza tradirle. E allora la commemorazione di un evento di così vasta portata come la prima guerra mondiale, si fa linfa vitale nelle idee e nei pensieri, perchè vivere e scrivere cercando oltre e senza accontentarsi, son anche due grandi atti di fedeltà a se stessi.

Un po’ di #Lussu

(Nell’anno in cui tutto il mondo ricorda la grande guerra, su Twitter si riscrive “Un anno sull’altipiano” http://twitteratura.it/lussu/ )

Il ticchettio del tempo in #lussu/06 ha un nome : Schwarzlose. pic.twitter.com/v0dbyXOepg
“Noi vedevamo reparti interi cadere falciati”. La collettività della morte sottolinea ancora l’indeterminatezza di questa guerra. #lussu/06
Gli uomini non sono numeri: nei bilanci intermedi di #lussu/06 sono quantità enormi.
Reparti interi falciati. E quell’intero è formato da tante unità (individui) con la propria storia interrotta. #lussu/06
Ci si sposta per non inciampare sui caduti, si canta e la marea dei soldati avanza:assuefare la sensibilità per salvarsi? #lussu/06

La pace è donna. #lussu/07/venusiane
Essere per la pace è da donnette, sostiene con sdegno il generale. Possiamo dire che, tra le altre cose, aleggia del maschilismo. #lussu/07
“Una pace vittoriosa” un bel tentativo di #lussu/07 di non tradire se stesso e non turbare di più il generale.
Il caporale per ubbidire cade sotto una pallottola. Ciò fa di lui un eroe nei parametri del generale. #lussu/07
La forza espressiva nella scrittura di #lussu/07 è nell’accostamento sostantivo/aggettivo come “indifferenza arrogante”: la pienezza.

I sentimenti contrastanti e le relazioni fra militari fanno della brigata un microcosmo di dinamiche e sensazioni. #lussu/08
Si fucila un soldato del proprio reggimento senza giusta causa, ma perché sia d’esempio come nelle dittature di ogni colore. #lussu/08
Fucilare senza regolari procedure così è la guerra, così la dittatura o semplicemente quando non c’è democrazia. #lussu/08
Semplicemente le leggi implicite della guerra valgono più delle regolari procedure democratiche. #lussu/08
E vegliare sempre: quando la giustizia si fa sommaria e una classe si arroga il diritto sulla vita la democrazia è finita #lussu/08

Tweet, amore e fantasia

“Leggendo e riscrivendo Fantasia di Bruno Munari con #mmgFantasia potrete creare il primo museo portatile realizzato su Twitter attraverso un processo collaborativo, insieme a Meet the Media Guru, Twitteratura e Tweetbook.”
Questo l’invito rivolto alla comunità su Twitter: leggere alcuni saggi di Munari, giocare con la fantasia, superare le regole ed i limiti del possibile per allestire un museo di oggetti impossibili. In sei giorni sono stati così pensati numerosi oggetti: gli autori dei tweet si sono confrontati a colpi di foto e parole per abbattere i confini della realtà con una giocosa creatività. Si sono alternati anche tweet teorici, riguardanti alcuni aspetti emersi dalla lettura dei saggi proposti come ad esempio sull’utilizzo del colore, della creatività etc etc. E’ stata una settimana molto intesa e piena di Bellezza, dove ci si è potuti divertire creando e ricreando, un esercizio mentale e di scrittura ossigenante per la messa in campo di tanta fantasia fra i tweet. Inoltre, personalmente  e per caso, ho potuto sperimentare alcuni “esercizi” di fantasia in parallelo con la mia classe. Insegno in una seconda elementare, e tra le altre materie italiano e disegno. All’inizio della settimana il nostro programma di classe prevedeva l’argomento dei sinonimi e contrari, e aver potuto giocare con i bambini sulla scia dei suggerimenti di Munari sul tema degli opposti e  dagli stimoli provenienti da chi si è cimentato in questo gioco su twitter è stato veramente utile. Così come il saggio sul cambio di colore, visto che in classe abbiamo sperimentato la creazione di disegni sfruttando la complementarità dei colori. Confrontarmi in parallelo con i miei giovani alunni e la creatività che su twitter scalpitava è stato molto emozionante e decisamente una compenetrazione di argomenti e suggestioni e di stimoli, come se l’allestimento di questo museo fosse un workshop senza confini. Probabilmente Munari conosceva molto bene i bambini: i giochi da lui proposti in “fantasia” per loro erano del tutto “naturali”. Ho imparato molto  con questo gioco e ai miei piccoli alunni spero che questa naturalezza di giocare con la fantasia permanga sempre in un angolo della loro personalità anche negli anni a venire.

Alcuni dei tweet più significativi in questo percorso li ho raccolto in un tweetbook: una sorta di catalogo con oggetti impossibili per conservare stimoli e suggestioni fra didattica e fantasia.  http://beta.trytweetbook.com/book/102211