Libreria, luogo femminile singolare

c9dvpbsvwaey37cPotrei dire che amo le librerie perchè sono luoghi di incontri, di diffusione della cultura, di incontri di creatività e saperi. Potrei anche dire che adoro il profumo della carta stampata, quello personale che ogni libro ha, che mi piace guardare gli occhi delle persone che frugano fra scaffali e titoli. Potrei dire che amo le librerie, quelle vere che non somigliano a dei supermercati dove si vende di tutto e si trovano i libri relegati in un angolo. Amo le librerie forti, indipendenti, sensuali che sanno accontentare palati diversi. Potrei dire soprattutto che sono sempre stata una grande lettrice e che peranto amo i libri e le librerie come luoghi in cui i libri aspettano e ascoltano. Potrei aggiungere mille altre ragioni alle mie motivazioni ma fra i motivi principali per cui le librerie sono un luogo in cui sto bene, in cui mi rigenero c’è indubbiamente il fattore umano e personale e tutte le storie della mia vita che alle librerie sono collegate. I primi libri nelle grandi librerie di Firenze per mano a mia madre, le librerie delle vacanze spesso dislocate in pinete meravigliose e odorose di mediterraneo, quelle della mia affamata gioventù sul lungomare e quelle storiche, la libreria dove sono nati gli amori e quelle in cui mio figlio ha imparato prima ancora che a amare storie, ad ascoltare. Le librerie dove ho portato i miei alunni perchè oltre che imparare a leggere imparassero ad amare i libri. Le librerie in cui ho ascoltato autori e libri e quelle in cui autori e libri li ho introdotti, dapprima con incertezza e poi con entusiamo gioioso. Le librerie sono i luoghi di salvezza in cui i sogni di carta prendono la voglia di volare per farsi realtà.

Un abbraccio da fiaba

Ho pensato che dentro a un campo da tennis si può credere più fermamente che le fiabe accadono e che bisogna crederci, che lo sport può essere anche determinazione, tenacia e amicizia, ho pensato che una finale come questa è vissuta con un senso di riscatto perchè tutta italiana per i discendenti di coloro che dall’Italia partirono per trovare fortuna altrove. Ho pensato che lo sport può fare e raccontare tanto, in certi casi. (foto “Il tirreno”)

Modigliani, ovvero sè.

L’equilibrio mediante gli eccessi contrari.

La mostra allestita al Palazzo Blu di Pisa “Modigliani et ses amis” raccoglie opere realizzate con la scuola parigina. Nell’allestimento sono ben presenti i luoghi del pittore (Livorno, Parigi) e il suo percorso artistico si avvale del confronto con i maggiori esperti del cubismo e contemporanei, per cui troviamo opere di Chagall, Braque, Picasso nel gioco dell’esposizione proposta. Il tratto di Modigliani, indiscutibilmente carico di passionalità, passione e cifra autoriale, si fa genio nei ritratti. Il percorso del suo tratto è la storia di chi nella ricerca dei colori non ha rinunciato alla propria personalità e indipendenza. Una mostra ben curata su un pittore che invoglia a credere nei nostri sogni.

 

Un mondo a forma di te

Respiro. Tutto brucia intorno. Tutto scorre imperdonabile. L’attimo che fermo qui al tuo fianco, sulla tua gota. E il tuo respiro. Lento, profondo, a scandire il tempo, e le idee. In quel respiro ci passa tutto quanto il mondo, e con il mondo faccio pace. Depongo le armi, depongo i tribunali della mia mente, faccio tacere i tarli dei miei rimorsi, sopprimo le etichette sulle imperfezioni della mia esistenza. E per qualche minuto tutto sembra migliore. E ci credo davvero, perchè lo è. Un mondo a forma di te.

Ghiaccio che scivola

Lo avevo dimenticato. Il brivido del ghiaccio che scivola sulla pelle e affonda nell’anima, sbottando a metà strada tra la gola e il cuore. Occhi chiusi, tutte le papille in ascolto. Brindo all’anima ritrovata, a un bloc notes sparso di appunti in bianco, a una luna piena e tondeggiante, al rumore delle barche sul porto della sera, al cd da mettere su che mi aspetta da un paio di sere fedelissimo, alle chiacchere con gli amici, a un “come stai” che riaccende la voce, a una leggerezza inattesa, al calore del mio divano e dei suoi (numerosi) abitanti, al profumo di una crema rosa, a me che domani è lunedì, che le vacanze son finite ma a me sembra sempre di essere in vacanza, almeno mentalmente da 6 mesi. Brindo a questa notte, ai sogni che farò, alle vite che non ho vissuto e che non mi mancheranno, a quelle stravissute che a volte rimano malinconia, brindo alla gioia appena scovata. E tutte le stelle applaudono, lo sento.

Note al margine: E saprò accarezzare i nuovi fiori, perché tu m’insegnasti la tenerezza.
 Pablo Neruda

Benj e l'Atlante

Stamani abbiamo iniziato il corso in piscina…
L'ostetrica ha studiato in Russia, e ha quindi metodi molto, molto sovietici.
nel senso che i bimbi "volano" nell'acqua e si immergono. Lo dovevo lanciare e mi è venuto in mente l'atlante…anche se il mio cuore in quel momento molto emozionante e preoccupante alla titanic, e Benjaminpadre sul bordo della piscina con la telecmera pareva nanni moretti tra il dentro e il fuori di palombella rossa…

In sintesi: il corso di acquaticità è utilissimo ai bimbi, ma ancora più alle mamme…momenti da cardipalma ma che fortificano e creano una meravigliosa complicità con il cucciolo…e siamo onesti…rotto il ghiaccio col primo tuffo e immersione…ci siam divertiti un sacco!!!!Ps senza contare l'effetto catartico calmante per il bamboro :-P 

Eolie blu cobalto

…ma il titolo giusto era "fotogrammi di due ossessioni".

Ossessione 1: Le Eolie. A prescindere e inspiegabilmente la Sicilia è una terra "mia": mi basta scendere all’aereporto e sentirmi a casa, anche se di fatto non ci ho mai vissuto, se non per parentesi breve, intense, sparpagliate sui tre lati. Le Eolie, un’ossessione, colpa dell’episodio di "Caro Diario"; allora diciassettenne decisi che sarebbero state il mio luogo, magari proprio quello mentale e fisico orfana di quell’elogio della fuga alla Laborit con cui finiva "Mediterraneo". Luogo mitico, ricorrente, e siccome mitico l’ho sempre desiderato, ma mai afferrato, per paura forse di una delusione, e poi, la scorsa estate il coraggio di andarci, e di starci. Quando si arriva alle Eolie è come essere in coma: la natura è sconvolgente, dentro si sente l’esplodere dei vulcani e l’infinito del mare. Inizialmente ci sente spersi, impauriti, quasi angosciati davanti a una natura così strabordante, selvaggia, e in cui si è in balia: le eruzioni e le maree decidono la quotidianità per tutti. Poi lentamente si entra nella vita, quella quotidiana e spettacolare degli isolani, si conoscono le loro leggende, si vanno a scoprire vecchi rancori come la "guerra dei vulcani", da due crateri diversi la Magnani e la Bergman che si contendevano cuori e pellicole. Lentamente girando prima per mare e poi per i vicoli, si trova autenticità e poesia, di cui la più famosa è la spiaggia del "Postino"; ma non per questo la più magica. Occorre solo lasciarsi andare, e quello che si imprime col salmastro e il sale nessuno lo può portare via, nemmeno un ritorno. Sono due volti delle Eolie, che ho cercato di rendere: un incipit folle che confonde, e, dopo, un viaggio più intimo per un’esperienza che è più che viaggiare.

Ossessione 2: Il Blu. Cosa c’è da spiegare, quando un colore è un modo di essere prima di tutto? Blu cobalto, le strisce sulle case in Portogallo, ma anche le cupole di Santorini. Blu il colore che non c’è in natura, il colore della follia, della malinconia e della solitudine. Blu è il titolo di un libro a cui voglio davvero bene, e il suo autore, mio caro amico, attribuisce al blu "il tempo che sospende il suo battito". Blu rapsody, almost blue, blu trasparente, altri titoli, belli ma a cui voglio molto meno bene. Blu di van Gogh, di Picasso, di Yves Klein, del codice pantone, del "film blu" certo,  e quindi di "velluto blu"., e persino una bambina che si chiama Blu, quella di Kaos Calmo. E a pensarci bene c’è persino un formaggio…bleu.  Gradazioni ufficiali di Blu? Blu acciaio, blu cobalto, blu ceruleo, blu denim, blu di Persia, Blu di Prussia, persino blu fiore di granturco e così via…ma in fondo il cielo…non è sempre più blu?

 

 

Note al margine: col passare del tempo, in modo naturale, il montaggio ha il linguaggio della poesia, transizioni ed effetti al posto della retorica, e sopratutto ritmo…

Ore 14.45

su rai3….io sona ballare su questo carro dantesco ad adorare Berlusconi, il carro è fuori concorso…peccato perchè ingegneristicamente è fenomenale e anche come significato…non scherza: i 3 governi Berlusconi per cui cambiano gli attributi e la consistenza del marmo…fino ad eguagliarsi a Dio., il tutto in una scenografia che ricorda molto l’architettura degli anni 30 in Italia ( insomma, quella fascista :)