I puntini dei miei pensieri

Ho unito i puntini dei miei pensieri, ne è uscita una luna. Credo che qualche frammento di me lo lascerò vagare nei suoi mari.
Relazioni come specchi e come specchi taglienti, dove si vede una parte di sè che ora suscita compassione.
Burro, marmellata, nuvole veloci, lentezza e sorrisi. (Foto del primo giorno di vacanza e della leggerezza)
Come la complicità degli amanti che caparbiamente scolpisce corpi e istanti.

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In corsa

Credo che raccontarsi onestamente e intimamente sia buona parte del viversi.
L’anima come luogo quieto per vivere nel sogno tutto ciò che sfugge di giorno.
Magari non è poi così necessario fare il punto sulla mia vita tutti i giorni più volte al giorno anche se ha un sapore enigmistico.
Ed io scintillo perché le tue parole sono luce, i tuoi racconti carezze. Libera, ondeggiante di vita.
Come dopo una corsa importante: stanchi, soddisfatti, adrenalinici, malinconici.

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Direttissimi altrove, Giampaolo Simi

Direttissimi altrove, Giampaolo Simi, Derive Approdi 2002

“Pà che dici te: la bellezza sociale è bella come quella lì che balla sul cubo?”

c9uqqmhxcaerbcnStraordinario questo noir di Simi, la cui scrittura riesce a tenere il lettore sul margine del sospetto e dell’inatteso pagina dopo pagina. Nella Toscana tra Viareggio e Tirrenia Arbeit trascorre la sua vita scongelando carne alla madre anziana, consumando ricordi e speranze al night ” Big Lula”, costruendo treni che sfrecciano nelle stanze della casa che custodisce. Da giovane al “Big Lula” Arbeit aveva conosciuto Gabriella, bellissima e desiderata cubista attualmente alle dipendenze lavorative e sentimentali di Gianluigi, sposato con famiglia e uomo di successo anche nel lavoro. I tre personaggi incrociano i loro destini intorno alla mafia russa che gestisce il traffico delle prostitute. c94rh-oxoae4whfI personaggi sono la vera arma di seduzione del romanzo: riusciti, di spessore, affascinanti anche nei loro lati più ombrosi. Il ritmo del romanzo è incalzante, i personaggi e le loro dinamiche si svelano progressivamente nel gioco di indizi e dettagli inattesi da rendere il lettore attivo e partecipe per tutta la durata del romanzo. Sublime la scena dalla resa quasi filmica in cui Arbeit e Gabriella dialogano davanti allo sfrecciare dei treni. Simi in questo romanzo conferma la grande attenzione e sensibilità nei confronti dei personaggi e dei mondi femminili, caratteristica che lo accompagnerà anche nelle successive opere. Suggestiva e azzeccata la scelta del titolo ispirata a “Gelaterie sconsacrata” dei Virginiana Miller: la coste tirreniche sono effettivamente attraversate dai convoglio direttissimi altrove, udibili e visibili in ogni località della regione bagnata dal mare.

Altrove, Virginiana MIller

https://youtu.be/A5Ft2PMJSnM

Ti regalo

*Idee per scrivere: cosa regaleresti al nipote del nipote di tuo nipote e perchè*

Ho pensato a molte cose da regalarti, nipote che non vedrò mai per ovvi motivi di tempo. Mi sono passati dinanzi agli occhi e nel cuore numerosi oggetti per me significativi, e non riuscivo a decidermi. Poi mio figlio, l’altro giorno, mi ha mostrato una piccola pietra che ha preso dal giardino antistante la Villa di Puccini che ha visitato con la scuola “mamma questo me lo sono preso perchè voglio ricordarmi di questa gita”. E mentre me lo raccontava mi è venuta in mente una scatolina di cioccolatini trasparente che è da qualche parte in soffitta e che ha seguito la mia vita e tutti i traslochi che negli anni si sono avvicendati. In quella scatola c’è un pezzettino di mattonella rossa, cotto, avanzo di una vecchia mattonella rossa. È un pezzettino di una mattonella che era nell’ingresso della seconda casa che ho abitato. Era a Firenze, dal portone si vedeva il Duomo, era davanti alle Nuove Poste. Ci sono stata dal 1984 al 1990, gli anni delle elementari e delle medie. Poi decidemmo di cambiare casa, città, amici, vita e nel prendere le cose da portare via insieme ai libri, ai diari, ai giocattoli, alla musica, mi misi nello zaino quella piccola porzione di mattonella. Avrei voluto portarla sempre con me perchè in quella casa stavo davvero bene. Erano gli anni dei nonni, delle feste di compleanno, dello studio che si trasformava in scelte e preferenze, erano gli anni dei primi baci, dei telefoni col filo, dei quadri di mio zio, delle foto di mio padre, della cucina di mia nonna, delle coccole di mia madre. Ecco, vorrei regalarti quel piccolo pezzo di casa, di pavimento nella fattispecie che ne ha visti tanti di passi, di piedi, di camminate, di ritorni e addii, di arrivi e partenze, di feste e dolore, quel piccolo pezzo di pietra in cui possa rintracciare un passato popolare e mitico di una famiglia irregolare e amatissima.

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I “ti amo” a primavera

Letto. Oggetto meraviglioso di fine giornata che assume le sembianze di veliero al soffio del desiderio.

Finalmente giorni colorati, leggeri, profumati di primavera e bellezza.

Ultimi colloqui e poi via. ‘Grazie maestra di averci aiutato a far diventare nostro figlio quel che è…’

Germogliano atti di gentilezza, dignità e passioni in una primavera che vuole rinascere negli attimi.

I ti amo a primavera sbocciano tra rugiada e calore.

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Gocciolante primavera

Io sento ancora gli accordi di quella primavera che mi donasti. Dalle rinascite non si torna indietro e si può solo splendere.

Potessero raccontare le mani i sorrisi hanno accesi, le lacrime di dolore e piacere attraversate, quanto hanno stretto, quanto hanno volato.

Inventarsi negli intervalli, combattere col tempo perché non sbiadisca l’essenza dei tuoi occhi e il tuo profumo su di me.

La gocciolante primavera che indossa fremiti e trasparenze scavando di desideri l’intimità.

7798 passi. Una mail unica,due librai,la telefonata rossa di un’ amica,un vecchio maestro,occhi azzurri da trattenere,sandali nuovi,fragole.

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L’equilibrio di un bacio

A volte un bacio è solo questione di equilibrio, in bilico sulla punta del cuore, nelle onde del corpo, nei frastuoni del mondo.

Siamo fatti di tempo. E io surrealmente ho smarrito l’algoritmo sonno_veglia_sogno
E rileggevo la mia pelle dove le tue carezze, i tuoi soffi, le tue labbra, i tuoi morsi avevano scritto la voglia di noi.
Come suonano bene le onde, come accarezza suadente il vento, tra una distrazione e un brivido in più.
la quiete dei parchi giochi in certi giorni, e le sbucciature, gli equilibri, le risate, l’odore di una terra lontana nel tempo addosso.
I rumori belli dai balconi: rimbalzi, risate, dondolii di altalenr, battiti di ali nel cuore

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Il peso specifico delle parole

Accumulare troppi abbracci da dare nuoce alla salute e alla luminosità.

Il peso specifico delle parole, dell’assenza, degli abbracci trattenuti, dei rapporti traditi. E poi, la leggerezza.

Una grande voglia di legarsi, stringersi, rischiare, mettersi in gioco, portarsi via.

È gioiosamente devastante pensare che l’ amore accade a prescindere, che in un momento qualcuno che non esisteva diventa determinante.

Ai monologhi con se stessi nelle domeniche piovose durante i giri del cucchiaino nel caffè.

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