Diario di #Barcelona/03

Barceloneta, spiaggia, esterno giorno. Benjamin mi fa una foto.
“Mamma sciacquati i piedi senza guardare la macchina fotografica, sciacquateli come se io non ci fossi”
Giocare con la reflex, capire il gioco degli sguardi.

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Diario di #Barcelona/03

Casa Battlò, #Barcelona ovvero di quella volta in cui ho pienamente compreso e apprezzato la realtà aumentata. Confesso che da almeno due anni ho sentito parlare di realtà aumentata in numerosi convegni e corsi inerenti la didattica senza mai afferarla pienamente e considerandola un’evoluzione digitale del vecchio ipertesto. A Casa Battlò funziona così. Ogni visitatore viene munito di cuffie e smartphone. Dispositivi forse meno fantascientifici dei mega occhiali da realtà aumentata che si vedono nelle fiere ma a mio avviso molto più funzionali. Tutti quanti, dai bambini ai più grandi sanno maneggiare uno smartphone e sanno inquadrare aggirando l’inibizione di un dispositivo meno familiare. Lungo la visita nella Casa, la guida digitale racconta Gaudí, le scelte estetiche, tante notizie come un’audioguida classica. Contemporaneamente il visitatore può inquadrare le varie stanze alla ricerca di dettagli che si “animano”: animali che prendono forma, modelli in 3d che si sovrappongono, ricostruzioni di arredi e ambienti. Tutto ciò non ha solo la funzione di aumentare il numero di “informazioni” ma di rendere il visitatore protagonista attivo della visita. I supporti iconici rinforzano le informazioni audio, dando così ai “turisti” la possibilità di un percorso maggiormente consapevole. Strumenti utili che applicati al campo artistico rivelano tutta la loro portata al passo coi tempi ma soprattutto con i cambiamenti neurologici di percezione e rielaborazione delle informazioni. Il costo del biglietto 22€ (lo stesso prezzo degli Uffizi) ne vale la pena.

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Diario di #Barcelona/02

El Born, Barcelona, noto anche come il quartiere de “La Ribera” tra il quartiere gotico e il mare. Un crocevia di vicoli e strade che fra locali alla moda e pietre antiche conserva il fascino di mercanti, pescatori, artisti e viaggiatori. Di certe città come Barcellona e certamente anche Parigi, apprezzo la capacità di riqualificare senza dimenticare, osando anche strade audaci, come in questo caso. La struttura del vecchio mercato che animava il quartiere non è stata trasformata nell’ennesimo centro commerciale ma in uno spazioso centro culturale. Lo spazio stesso e la sua predisposizione ne sottolineano l’identità: un luogo fisico e metaforico dove la memoria si fa narrazione per raccontare il presente. All’interno sono visibili i resti della città vecchia con le cassette originali delle merci e le foto del mercato. Sulle cassette sono scritte merci e provenienze, “termini” che contengono la Storia e le storie. In questo spazio tra il mare e le cattedrali, si organizzano incontri e conferenze. In poche parole si reinventa una città diversa, senza tradire ciò che è stata.

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Il sonno

Il sonno non può essere un rifugio per i propri silenzi che vanno affrontati. E se si affrontano nel modo naturale che si sente, scrivendoli allora  le parole divengono uno specchio. E bisognerà trovare lì quella leggerezza necessaria per sentirsi liberi e volare.

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Silenzio…

A chi è al lavoro, a chi in vacanza, a chi fra le nuvole, nel letto o in cammino, a chi sta combattendo la propria battaglia.
Viva la musica che ti fa ballare e ritrovare la parte più vera di te.
Pomeriggi lunghi colmi di leggerezza, si prende il volo per dare il giusto peso alle cose.
Non tutti sempre, potrebbe essere la coniugazione del verbo “scegliere” applicato alle quotidianità di un cuore perennemente in gioco.
E a volte ho bisogno di un po’ di silenzio e di solitudine per risalire dagli abissi e respirare più profondamente

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Fatalità

Ammollo. Stato gioioso di abbandono in uno stato liquido e refrigerante il cui piacere è direttamente proporzionale all’afa esterna.
Scoperte dell’estate: la lentezza che fa assaporare le cose
Ci sono luoghi in cui si va ogni giorno col pensiero ad incontrarsi, in silenzio e con passione: fra le nuvole.
Pensieri dolci, freschi, colorati, pace di anime inquiete.
Per quanto ci adoperiamo nel dare ai giorni sceneggiature perfette, il destino ha sempre l’ultima parola: fatalità.

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Sulle labbra

Si cammina su onde di vetro, tra colori e luce, sul bordo della fragilità.
Sulle labbra mi ha lasciato in un bacio tutto ciò che le parole non sapevano pronunciare
Mi percorri di intenzioni e desideri più rapidi e profondi di quanto la pelle immagini.
Tutto porta, tutto travolge, cosí chi è tempesta nella vita propria e altrui.
Io mi sento sempre così: in perenne viaggio con bagaglio minimo e tanta fame di bellezza.

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Distanze di volo

A volte occorre davvero prendere le distanze per volare più in alto.
“Ancora 10 minuti tra le lenzuola” patrimonio dell’umanità.
Adoro la leggerezza estiva. Profuma di pelle che si scopre, occhi che si rincorrono, aromi smarriti tra la terra e il mare.
Che profumo la vita quando si insinua e le cose semplici sembrano straordinarie.
Incontri casuali di sorrisi e complicità. Resta nella memoria dell’essersi incontrati e poi separati per sempre piccoli momenti di felicità.

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