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Un oggetto tutto blu

Scrivi cosa sta pensando una persona che ha in mano un oggetto tutto blu

Fumava nervosamente con la mano sinistra: aspiro, respiro, fuoriuscita disegnando nel freddo nuvole nell’aria. Nella mano destra aveva una maschera blu. Era una maschera di carnevale. Era una maschera di raso ornato di pailettes. Accarezzava la maschera, ne annusava probabilmente un profumo recente. E pensava…”che fine avrà fatto la ragazza misteriosa che durante il corso mascherato in notturna mi ha abbracciato d’improvviso, nel tempo di due balli? Era vestita di solo blu, un tutù lungo blu in tono con questa maschera. Aveva gli occhi verdi, i capelli sciolti, odorava di agrumi. Mi ha stretto forte prima da dietro poi di fianco, io ero frastornato dal suo profumo, dalla sua presa, dai suoi sguardi, dall’essermi sentito speciale per un momento e d’improvviso. Poi la musica è cambiata, lei è scivolata nella folla e ci siamo smarriti. Ho cercato fra la gente il suo profumo, il suo tulle, senza trovarlo. Solo a tarda notte ho trovato la maschera e la voglia che possa riaccadere, ma come?”Questo pensava l’uomo con in mano un oggetto tutto blu nel tempo di una sigaretta in una notte di luna e coriandoli.

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Lory

Lory cercava un marito, un modo di fuggire dal suo paese piccolo e ai confini della Terra e qualcosa in cui sentirsi unica. Condivideva l’appartamento con me e un’altra ragazza che invece stava sempre sulle nuvole. Lory non stava sulle nuvole, stava coi piedi ben piantati a terra. Dedicava molto tempo a abbellire. Abbelliva le sue sopraciglia, i suoi riccioli, le tesine da consegnare all’univeristà, la camera. Cercava anche di abbellire gli altri: aveva sempre uno sguardo di rimprovero, parole di giudizio per far sentire inadeguato chi le era vicino e per sentirsi forse più a posto lei. Si sarebbe innnamorata di chiunque, anzi non di chiunque ma del primo che le avesse garantito la parvenza di una bella storia e quella solidità da persona “sistemata” che tanto ambiva. Lory era profondamente sola e in cerca di riscatto, questo spesso però la portava a non avere un autentico affetto verso la vita e le persone in genere. Era tutta una questione di abbellire. Le relazioni, le persone, secondo copioni stampati nella sua testa. Non sempre però i suoi copioni potevano essere condivisi o interessanti per il resto dell’umanità.Fu così che me ne andai una mattina di gennaio dall’appartamento per molto motivi e anche per lei. Non l’ho più rivista. Forse conduce una masseria insieme a quel tipo che bazzicava per casa, tale Antony, figlio di emigranti che sognava di tornare nel Salento. Forse ha trovato quel che cercava o comunque un po’ di felicità.

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Un battito

In un giorno denso di eventi ho scritto tanto di te: fra i passi, lungo le immaginazioni, nel del timore e del desiderio, lettere invisibili
Profumo di limone, luce calda di stelle. Finalmente sera.
Piccole notti per i grandi cuori: intrecci, desiderio, una scrittura di istanti dall’aria fin sopra la pelle, tutta improvvisazione.
In un battito d’occhio sentirsi spogliati di ogni resistenza, percorsi in un’avventurosa scoperta fino a succhiarsi l’anima.
L’odore della pioggia, gli occhi umidi di ricordi e quella straordinaria voglia di ricominciare.

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Lucentezze

Le mani colme di noi: lucentezze liquide fra le onde di corpi e anime sovrapposte.
Il sabato è indicizzare, dare un senso al reticolo degli accadimenti ma anche gustarsi i vuoti.
Non avevi melodie vergini ma occhi che nutrivano l’anima. Per questo splendevi inatteso nell’antro del mio cuore
E in mezzo alla folla mi sembra quasi di intravederti: percepisco il tuo modo di camminare, di guardare che sono un modo di esistere.

 

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La forma del sogno

Alla fine di una settimana ad alta intensità, il profumo fresco delle lenzuola pulite pronte per essere vissute.
Io invece ti porterei qui dove il presente ha forma di sogno.
È che semplicemente mi piace un casino farmi scoprire da te.
Tu coltivi la mia ironia, spalanchi i miei sorrisi, semplicemente nutri la fiducia nella vita, istante per istante. Per questo ci tengo a te
Situazione del Lunedì: pienamente io colma di pensieri ingarbugliati e di linee su cui scrivere, come binari e note a margine.
L’alba è silenzio, respiri, caffè, letture, immaginazioni e altri piccoli atti di coraggio.

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Un oggetto smarrito

Un oggetto smarrito

Era una sciarpa blu petrolio di seta con disegni damascati piccoli colore blu di prussia. Odorava di Faherenheit negli anni in cui tutti gli uomini lo indossavano e malgrado il tempo trascorso nascondeva ancora queste note di fondo per tornare all’improvviso e a tradimento nel presente per giocare con una memoria antica. Me l’aveva regalata un mio ex, il mio primo ragazzo. Più che un regalo era stato uno scambio di sciarpe. Era stata al nostro collo nei primi baci, nelle serate di abbracci rubati, nelle passeggiate colme d’amore e innocenza in mezzo alla sfrontata bellezza di Firenze. Negli anni che vennero cambiai città, scuola, amici, canzoni, passai dalle musicassette ai cd. Tenni sempre un diario per appuntare parole, eventi, poesie, schizzi. La sciarpa era sempre con me, anche se avevo cambiato ragazzo, oltre a tutto il resto. Mi piaceva tenerla con me come un amuleto, come un legame. La portai con me anche all’Università, a Pisa, nella facoltà di lingue dove meravigliosamente non ero nessuno e mi piaceva immergermi nelle teorie letterarie e linguistiche. Il ritmo era scandito da viaggi in treno, pagine da studiare, appelli da pianificare, e una sera di dicembre lasciai la sciarpa sotto al banco in una delle grandi aule. Il lunedì successivo non la trovai più. Ero delusa perchè credevo che fosse impossibile perderla. Non poteva accadere, non con lei. Probabilmente me l’avevano rubata. Probabilmente era tempo di cambiare pagina. L’odore che l’accompagnava invece mi è rimasto a fare da segnalibro nelle mie memorie.20131121151549-dscn3138

 

 

Un mondo sconfinato

In quei giorni tornavo a casa solo per dormire, per questo forse il mio letto, le mie pareti mi sembravano il mondo sconfinato
Mi sto innamorando di certe cose invisibili. Cose, non persone. Quelle cose inafferrabili come emozioni, sensazioni che legano.
Non la finiremo mai di emozionarci e di vivere tutto con grande stupore.
La seduzione della mente, un avvinghiarsi profondo e ripido fra i vortici del desiderio.
Ci vorrebbe un lungo viaggio per guardare le cose da lontano, liberarsi degli ormeggi e trovare nuove strade.

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L’amore non fa la brutta copia, Benjamin, lo sai benissimo, ogni volta é subito in bella, direttamente. #Pennac

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Gesti quotidiani

Lode a quei gesti quotidiani che proteggono, come gli abbracci.
Semplicemente i passi nella notte sono più luminosi vicino a te, procedo così nella vita tra equilibri ed occhi chiusi per spalancarmi a te
Una giornata sovrappensiero. E per segnalibri diversi nomi che fanno eco tra i brividi.
Con te non occorrono grandi geografie e traiettorie: accadi d’improvviso fino a essere il mio Paese.

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“R” di ricatto

Scrivi una storia che comincia con una richiesta di riscatto.

– Sono 1500 euro netti, 1000 per le parti intime, 500 per i primi piani e figura intera.

– Tu non puoi farmi questo, non hai il diritto di farmi questo!

Implorava Maddalena cercando di convincere il suo aguzzino dall’altra parte dello schermo.

– Posso e come. Non hai imparato? Ogni cosa lasciata andare in rete non è più tua.

Sottolineò la frase con un tono canzonatorio.

-Sono mie, sono parti di me, quella sono io, non puoi farne quello che vuoi…come…pubblicarle on line, scambiarle con chi ti pare,ho una reputazione, un lavoro, una famiglia, perchè vuoi farmi male?

-Non voglio farti male, voglio fare soldi. Sono due concetti completamente diversi. Se mi dai i soldi le foto non saranno mai esistite, se non mi dai i soldi approfitteremo per essere generosi col mondo intero.

-Ti prego non farlo! Io non ho tutti questi soldi! Ti prego non pubblicarle!

-Ah..ma perchè no? Guardati come sei bella qui mentre ti spogli? Guarda le tue forme alla luce soffusa che spettacolo! Potrebbe essere felice molta gente così: i tuoi colleghi del supermercato, i tuoi clienti, tuo padre,tua figlia, tuo marito…ah già ma forse loro sanno come sei fatta sotto il maglione.

Sadicamente fece scorrere sullo schermo tutti quei fotogrammi. Maddalena osservava le foto che si susseguivano in preda più all’estraneità che all’angoscia: si riguardava in quelli scatti, una versione poco casta e molto osè di sè, senza quasi riconoscersi. O meglio ne sentiva l’urgenza, la curiosità ma anche l’imponderabile futilità. Cosa le aveva fatte a fare? Ne era valsa la pena? Era una sera come tante, con uno come tanti, senza grandi passioni, senza grandi clamori. Questo pensiero setacciò il suo comportamento.

– Allora bambola ti sei segnata l’iban?

-Sì-rispose-me lo sono segnata.

-Allora versa i quattrini e cestiniamo le tue porcate.

-No, facciamo che ci salutiamo, che mi prendo l’iban e quel che faccio non ti interessa.

-L’hai voluto tu. Tra poco vedrai tanti like sulle tue belle tette.

Maddalena non sapeva cosa sarebbe accaduto, non sapeva come avrebbe affrontato tutto ciò, le pagine, le foto, i commenti, la famiglia. Ma sapeva che quella storia iniziata con un ricatto, era una storia da raccontare. Al commissariato di zona, in un verbale di polizia, sotto la letter “R” di ricatto.

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Il Conte Nudo

Tutte le storie narrate su questa pagina sono di mia proprietà intellettuale e si riferiscono ad una storia realmente accaduta: la tua.

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