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Parole

L’uniformità nutre il conformismo, e l’altra faccia del conformismo è l’intolleranza. #Bauman

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Forza e libertà

Sono morbide le notti di inverno perchè lasciano spazio alla scoperta dell’altro in quella terra bianca di supposizioni, desideri e audacia
Incipit di giornata: equilibri, sapori, cura di sè.
Non ti lascio andare. Ti stringo, come vuoi tu, con tutta la forza, con tutta la libertà.
Quando viaggi sulle curve del collo restano sottintesi tutti gli abissi dentro di me in cui ti sei immerso.
Liberare la mente da pensieri e numeri, uscire dalle coperte e fluire.

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“Per questo mi chiamo Giovanni”, L. Garlando, Bur, 2012

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“Per questo mi chiamo Giovanni” è una storia che un padre racconta al figlio, alunno di quinta elementare alle prese anche con i soprusi di un compagno bullo. In occasione del suo compleanno, il padre porta il figlio in giro per Palermo dando così vita attraverso i luoghi e la memoria a un serrato e travolgente dialogo sulla vita di Falcone. Attraverso la narrazione della vita del magistrato, Garlando offre così una grande lezione di mafia adatta a grandi e piccoli, con un linguaggio semplice e efficace, senza rinunciare a spiegare anche aspetti più complessi della criminalità organizzata e della vita di Falcone. Origini, contrasti, lupara bianca, omertà e altri temi legati alla mafia sono affrontati con grande spessore nella forma dialogica tra padre e figlio. Inoltre la conclusione inattesa del romanzo, ossia il coinvolgimento del padre nel pagamento del pizzo, il suo no che porteranno anche Giovanni a ribellarsi ai soprusi subiti in classe, da un lato commuovono e hanno una grande presa emotiva, dall’altra sono la traduzione concreta di come la lezione sulla mafia e sul come combatterla possa essere praticata ogni giorno, in ogni contesto a partire dalla più tenera età. Un testo importante che merita un ruolo fondamentale nell’educazione alla legalità dei nostri ragazzi, per cui la scuola dovrebbe essere il posto naturale in cui questo libro sia proposto.

 

Dalle mura al labirinto

Dalle sue mura inconsuete la città si offre agli occhi del viaggiatore come un nuovo incanto mai visto eppure familiare. Il camminamento si svicola tra tetti, oasi verdi, piscine, vecchi timpani di chiese secolari, foreste inattese, primavere che non diresti. Sono un labirinto di strade, brulicanti, festose e al tempo stesso tra un passo e l’altro il silenzio della Bellezza che si fa quiete. Il percorso sale e scende, pur restando sempre in quota. Oltre l’orizzonte i profili dei monti vicini si fanno suggestione. Sbucano giardini di limoni un po’ ovunque e altri giardini pensili che portano il profumo di una Babilonia che non c’è più. Il passo rallenta dinanzi alle ville, ai condomini, ai giardini offerti gratuitamente all’occhio che sanno di stagioni migliori e ai terrazzi, a volte coperti, dove il visitatore senza sentirsi troppo in colpa spia la quotidianità di vite che si intersecano nello sguardo senza saperlo. C’è una piazza con uno spazio tondo e pieno d’acqua da cui parte un canale: antichi attracchi per gondole adesso inesistenti che rimandano a una città lagunare di antiche concorrenze. Alcune sbarre vietano lo sguardo e allora la mente si incuriosisce e senti i rintocchi sinistri di campanili e inseguimenti. Controluce giocano le silhouette di monumenti famosi, tanto da percepire i passi dentro a una cartolina. Intanto le nuovole scrivono nel cielo sognanti passati di soldati sulle mura e di innamorati al riparo che si tormentano in un bacio appoggiandosi con le spalle ad esse. (Pisa)

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Titoli di coda del 2016

Con ritardo la lista (disordinata) dei libri letti nel 2016 e che rappresetano i raccoglitori dei miei giorni. Quelli sottolineati son quelli che mi sono piaciuti di più o che comunque ho sentito maggiormente nelle mie corde, in quel momento e che risuonano anche a distanza di tempo. E’ stato un anno di riletture, di classici meravigliosi, di scoperte, di autori pubblicati (e non si capisce perchè lo siano, effettivamente),  di libri e scrittori che restano nell’anima. In sostanza è stato un anno in cui leggere ha rappresentato per me un benessere dell’anima. Sono grata ai librai, agli autori, agli amici, agli incontri casuali da cui scappano titoli che si intersecano poi nelle nostre storie. Credo sia questa la più grande magia dei libri.

Tenera è la notte (Fitzgerald)- Perchè i bambini devono ubbidire (Dagermann)- Generazione App (Gardner)- Lo straniero (Camus)- Sommario di decompisizione (Cioran)- E la felicità prof? (Vissitilli)- Non devi dirlo a nessuno (Gazzaniga)– Terapia di coppia per amanti (De Silva)- La stranezza che ho nella testa (Pamuk)- Poesia (Pessoa)- Il peso della farfalla (De Luca)- Il cacciatore di aquiloni (Hossein)- Vittoria (Del Monte)- Olga (Del Monte)- Angela (Del Monte)- Marta (Del Monte)- Isabella (Del Monte)- Un regalo che non ti aspetti (Glautter)- Componibile 62 (Cortazar)- Full of Life (Fante)- Mancarsi (De Silva)- Coding in your classroom now(Bogliolo)- L’amante giapponese (Allende)- Caro Michele (Ginzburg)- Cosa resta di noi (Simi)- Fare squadra (Innocenti)- Pedro Felipe (Tirelli)- Scusate il disordine (Ligabue)- Fiabe islandesi (AAVV)- Oggetto d’amore (O’Brein)- Un amore (Buzzati)- L’abisso negli occhi (Dell’Osso)- Amleto (Shakespeare)- Il sentiero dei nidi di ragno (Calvino)- Faccio cose, vedo gente (Bogani)- Ragazzi di vita (Pasolini)- Canto di Natale (Dickens)- Prima di dirti addio (Pulixi)- Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi (Galdino)- Il primo caffè del mattino (Galdino)- Mi arrivi come da un sogno (Galdino)- A viso coperto (Gazzaniga)- L’amante senza fissa dimora (Fruttero-Lucentini)- L’uomo dai cerchi azzurri (Vargas)- La notte alle mie spalle (Simi)- Odore di mare, fil di ferro e gelsomini (Negri)- Pane (De Giovanni)- I cento passi (L. Lo Cascio)- Fuga verso la morte (Vichi)- Perchè mi chiamo Giovanni (Garlando)

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Ridefinizione

I ricordi e i sogni che si realizzano e quanto ci crediamo: queste sono le cose da contare prima ancora degli anni, delle ore, dei secondi.
Le strade in queste notti di festa sono colme di eccitazione, aspettative, luci e sguardi complici.
Far decantare emozioni e suggestioni per poi fluire nuovamente nel vortice delle carezze e dei desideri nel calore della notte.
La seduzione e l’ineguagliabile Bellezza dello scegliere più che del capitare.
Ritrovare il gusto e il senso delle cose e in base a questo ridefinire spazi e tempi di tutto il resto.

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Il turista

“Il turista”, M. Carlotto, Rizzoli, 2016c1mxctqxeaivxiv

“In quella parte di mondo in cui erano occulte anche le coscienze, non c’erano limiti e tutto era lecito.”

Massimo Carlotto è un autore che leggo da anni, precisamente da quando ne avevo 20, pertanto metà della mia vita l’ho trascorsa coi suoi libri al fianco e anche con loro sono diventata donna e adulta. Questa premessa è necessaria perchè quando si è dei lettori fedeli è davvero difficile continuare a essere stupiti e meravigliati: Carlotto con “il turista” ci riesce. E’ un thriller che coinvince pienamente per la sua originalità. Il “turista” è un killer seriale anomalo, ossessivamente interessato al risultato mediatico dei delitti che non firma, per motivi lavorativi cambia spesso città così che anche le location dei suoi omicidi variano. È seriamente consapevole della propria patologia, elemento che lo rende pertanto più imprendibile. Per caso, come sottolinea la citazione di Balzac all’inizio del romanzo, si imbatte in una vittima altrettanto singolare: questo evento lo condurrà al centro di vicende inattese grazie alle quali l’autore fa luce su servizi deviati, reti criminali e intelligence parallele. Fa da sfondo una Venezia magica e al tempo stesso inquietante con il suo labirinto di canali e liste che regalano al lettore un viaggio nella lettura.

Tutti fingono, la menzogna è l’unica moneta di scambio che abbia valore. Solo che noi dobbiamo essere più bravi.

Il romanzo procede con un ritmo incalzante, lo svelamento avviene in modo progressivo, la narrazione approfondisce con profondità e un tocco di ironia sia i personaggi principali che secondari confermando Carlotto un maestro anche in questo genere. Le sue cifre autoriali che negli anni lo hanno contraddistinto nel noir, sono adattate e sperimentate in modo deciso e soddisfacente nel thriller proposto.

Lei aveva deciso di amarlo mentre Pietro continuava a sospettare che non fosse una buona idea.

Al margine di un discorso più generale, è evidente anche un innesco e utilizzo delle scene erotiche e sensuali presenti nel testo: all’eros spesso patologico descritto in modo diretto, Carlotto affianca altre sequenze delicate anche quando fanno intuire atti estremi, si tratta di un eros spesso evocato da aggettivi, parole, immagini che si schiudono senza mostrare completamente alzando così l’empatia e la complicità attiva del lettore e quindi l’adrenalina. In un contesto narrativo di genere in cui spesso c’è una sovraesposizione descrittiva anche questa è una piccola grande rivoluzione.

Il mio posto sei tu

Il mio posto sei tu. Tra le parole che come vino restano nell’aria per appiccicarsi sulla pelle, mischiando gli odori. Il mio posto tra gli spazi bianchi, i tempi contratti, il rumore dei tasti e quello di caffè. C’è brezza di mare e di meraviglia. Come quella sabbia fine che anche d’inverno si insinua inspiegabilmente portandoti il viaggio tra le pieghe del corpo. Negli occhi che splendono di vita, nei sorrisi che raccontano complicità: il mio posto sei tu.

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Gli anni ’80

Un gran ritorno alla ribalta in chiusura 2016 sugli anni 80 e le icone pop. Cosa resterà degli anni’80? Se lo chiedeva Raf. Io non me lo sono mai chiesto, io l’ho sempre saputo.Tutto sommato io ero piccola e quindi me li ricordo favolosi come l’infanzia o col racconto altrui. Per me gli anni 80 si sono aperti con la nascita di mia sorella e si sono chiusi col primo bacio il giorno in cui un ragazzo in Cina fermava un carro armato. Pochi mesi dopo crollava il muro di Berlino, ma ero già grande. Io mi ricordo che negli anni ’80 ero felice.

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Il Conte Nudo

Tutte le storie narrate su questa pagina sono di mia proprietà intellettuale e si riferiscono ad una storia realmente accaduta: la tua.

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