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Sfogliarsi

Sfogliarsi è conoscersi.

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Disegnami

Mi appoggio un istante alla vita che verrá, qualunque essa sia purché sappia di te.
Eppure è proprio in un soffio che le magie prendono forma, le anime trasparenti spiccano il volo.
Disegnami, inventami, tracciami, imparami, tienimi senza se e senza ma, tua.
A volte è troppo grande la seduzione e travolge in un attimo mente, cuore e corpo ed è già mancanza.
il racconto di un amico, leggerlo sembra spogliargli un po’ l’anima.E sai che avrai assoluta cura di quella nudità.
Mi piace quando mi sorprendi e da lontano senza saperlo mi fai sorridere.
Sto immaginando le tue mani che mi imparano.

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Ci sono cose a cui non si può sfuggire, ad esempio quei tuoi occhi che tornano in mente e che ammaliavano e rassicuravano senza distinzione.
Sentirsi una dea in ogni pennellata e dietro ogni centimetro svelare l’anima mordendosi labbra e cuore.
C’è bellezza e inquietudine negli abissi, una meraviglia che toglie il fiato e dà ossigeno.
Mi piace chi ama per primo.
Lo senti il profumo rosso di un mondo dentro che si rivoluziona? Sei tu che mi fai primavera.

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Definizioni/1

Gita. Quella cosa che avviene una volta l’anno, per cui non dormi, piena di aspettative.

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Gonne leggere

Mi piace quando un sorriso si schiude, in una complicità di distanze, parole secondarie, sfuggirsi di sguardi.
Il tuo Eros è la mia poesia.
Quel lato romantico e quello selvaggio che sanno combinarsi naturalmente fra occhi ed amplessi.
La meravigliosa libertà di essere ciò che si è senza finzioni e compromessi.
Le sere rosse di maggio: di fragole, di papaveri, di gote al primo sole, di confessioni, di rose che si schiudono.
Le gonne leggere,i sandali,i capelli al vento,pensieri che si impollinano d’audacia. (Foto di occhi che da una vetrina vedono gente passare)

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Il film di Virzì è di grande impatto per complessità e leggerezza. Con questi due attributi fondamentali il regista livornese firma un capolavoro del nostro cinema. Centrando la trama sul viaggio di due “matte”, così definite in base a delle perizie, sulla loro amicizia e solidarietà, il regista offre uno sguardo femminile ben architettato sulla condizione delle malattie mentali cliniche a seguito del decreto sul superamento degli ospedali pischiatrici del 2015 ma anche una lente profonda sul disagio sociale dei nostri tempi. Le due protagoniste complementari per caratteristiche dei personaggi e recitazione, conducono con estrema forza e poesia il ritmo del film. Il racconto procede con una scoperta progressiva delle rispettive storie, la vicenda pullula di personaggi grotteschi che accentuano lo sfumatissimo confine tra normalità e diversità. E’ un punto di vista da escluse su una società incapace a livello sociale e istituzionale di dare accoglienza e supporto al disagio psichico. Ne emerge, tra l’altro, un quadro di una genitorialità intragenerazionale diffusa in cui i genitori non solo non hanno gli strumenti per adempiere al loro ruolo ma spesso risultano incapaci di gestire la propria vita a prescindere dalla situazione familiare. Il tema clinico è proposto con accuratezza e rispetto ma senza sentimentalismo grazie all’uso della macchina da presa: i momenti salienti di ricoveri e crisi sono proposti attraverso inquadrature parziali di arti o frammenti dei pazienti, come a rendere evidente attraverso questo la frammentazione dell’io suscitando nello spettatore emozioni molto forti. Nessuno sconto sul personale medico e giudiziario: un quadro molto fedele di tanti nostri settori pubblici in cui accanto a una burocrazia paralizzante si affiancano specialisti molto motivati ad altri rassegnati o corrotti che si fa drammatico nel caso della presa in carico dei minori. Fa impressione come la follia ad esempio di Beatrice possa essere lucida, armata di un’intelligenza e conoscenza notevoli. Eccellenti le scene del film nel film, che tendono a confondere e a rendere quindi in modo ancora più efficace la percezione ambigua del reale e della follia. Numerosi le citazioni nel film: il paesaggio stesso proposto nella casa di cura echeggiano le libere donne di Magliano di Tobino, e se palese è il riferimento al road movie “Thelma e Luise” sottili invece sono altri contatti con l’ambientazione  e la vertigine de “Il sorpasso”, ad esempio. Altrettanto discreta e incisiva è la colonna sonora “Senza fine” di Gino Paoli, non solo come legame alla Versilia anni 60, ambientazione di numerose e fondamentali scene, ma un richiamo volutamente stridente agli anni 60 e ai film dal sapore di mare così distanti in termini di benessere e leggerezza dalla realtà che Virzì porta in scena. Una Versilia diversa non più la Capannina degli anni 60 e delle bravate, ma la complessità del Seven Apple, due locali come simbolo di epoche differenti. V. Tedeschi è immensa, trova una sua strada in modo egregio pur ricordando per questa sua forza travolgente la grande M. Vitti. Il piccolo Elia è la luce del film: si muove con naturalezza in delle scene molto forti dal punto di vista relazionale. Egregia la riproposta della scena madre-figlio nell’acqua, come se il vissuto necessitasse di revistazione per essere finalmente compreso e forse espiato in un tuffo amniotico. Viareggio, infine, è una protagonista eccellente della pellicola che viene resa dal regista in tutti i suoi contrasti: ne mette in luce la vitalità estiva, lo stridore del Carnevale con la sua allegria ostentata che sottende malinconia. Un film capace di conquistare pubblici di target diverso e di scavare nell’intimità di chiunque sia consapevole della labilità del “Normale” ma non per questo rinuncia alla felicità.

locandina

Avverarci

E anche per oggi avveriamoci.

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Propositi

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Microracconti

Quei due nel rumore del mondo erano pure musica e si ascoltavano ogni cm, ogni sussurro, ogni pausa #queidue
Quei due si abbracciavano quasi aggrappandosi con tutta la disperazione di un epilogo dopo la gioia immensa.
#Queidue si annusavano ad occhi chiusi e cuori aperti, senza saperlo erano già un battito solo.
Sapersi è allungare la mano e trovarsi, sempre e comunque, dovunque. #queidue

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Vertigini

Ci sono vertigini bellissime per cui ne vale la pena #Firenze

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