Specchi

Il caffè è il primo specchio del mattino dove si riflettono intenti luminosi e ombre
Caldo, sole, frutti maturi, una lunga estate che continua a baciarci.
E poi arriva la sera dove basta stringersi di più per ritrovare un soffio di luce, di coraggio, di vicinanza.
Il sonno di chi si ama è quel momento in cui estasiati si osserva, provando a entrare nei suoi sogni.
Per spogliare l’anima, invece, occorre un’ alchemia di stupore, avventura, coraggio e dolcezza, solo così la pelle risuona.

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Controvento

Negli abissi degli occhi ci sono storie e emozioni che poche anime sono in grando di decifrare
Freddo addosso. Freddo che non si toglie. Freddo improvviso. Freddo che accende la voglia di calore e ferma i pensieri per essere guardati.
Ma che ne sa poi la ragione delle carezze controvento che inattese scuotono le emozioni in un lieve sfiorarsi?

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Cristalli e memorie

Il caffè del primo pomeriggio, quello in cui si diradano storie lette, sognate, ascoltate e lette negli sguardi attraversati.
La musica di sera avvolge e fa stare bene, fra un tasto e l’altro delle troppe distanze.
La domenica e il tempo della dolcezza, degli spazi ritrovati, della luminosità speciale di chi ci sta accanto, ovunque sia.
Ormai ho imparato a memoria le parole con cui pensavo di aver cristallizzato quel momento di noi. Eppure scalpitano come ali ribelli.
Abitare in certe mani, ricordarsi cosa davvero conta e chi siamo, fare delle lenzuola pagine da scrivere con la trasparenza delle emozioni.

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L’amore e la dignità

C’è il non arrendersi, ci sono il cuore e la ragione e poi c’è l’onestà intellettuale.
C’è la pioggia inattesa col suo battito ancestrale a far ricominciare giorni di punti a capo e epiloghi.
Estrema gratitudine a chi risveglia l’amore e la dignità per se stessi.
Istanti come fotografie da sfogliare nei ricordi o da immaginare come desideri.

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Ali e vortici

Nel vortice degli eventi spalancare le ali, sopraelevarsi e respirare libertà.
Si sarebbe lasciata scrivere addosso ogni respiro pur di abitare in quelle mani dove era completamente se stessa.
Stato dell’arte: piedi in cerca di baci dove fermare i passi.
Bastano occhi accoglienti e penetranti per prendere il volo sulla curva del cuore.
Svegliarsi con l’intenso profumo di vaniglia che dai sogni porta alla realtà e abitare i desideri sparsi nei cinque sensi.

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Zenzero e miele

Zenzero, limone, miele, foulard, vestiti confusi, brividi, voce bassa, nuove voglie: effetti pervasivi dell’autunno a rilascio graduale.
Dare il nome alle cose serve per farsi una geografia mentale degli eventi e delle emozioni e in qualche modo proseguire il viaggio
Inizia così l’autunno: con il caldo che aumenta la sera e accende i falò dei pensieri.
E quando meno te lo aspetti sembra di nuovo estate: caldo, luce e voglia di avventurarsi.
Di queste giornate intense resta la sensazione di sentirsi a pezzi, non fisicamente ma in mille altrovi e pensieri.

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Preavvisi

Vorrei stare in quello spazio dei tuoi occhi sempre, quel luogo in cui mi sento davvero libera.
Giorni di traslochi, di cambiamenti e rivelazioni, di occhi che si aspettano. Controluce la trasparenza rifulge-
Dopo la tempesta c’è sempre uno spiraglio da cui scrutare l’orizzonte.
anche nel rovescio delle cose ci sono prospettive interessanti, verità importanti e possibilità che si schiudono.
L’estate orgogliosa e senza respiro se ne andò in anticipo sul biglietto di ritorno, come certe passioni che scivolano via senza preavviso

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Dove ho trovato il Che Guevara

Oggi nella ricorrenza dell’uccisione di Ernesto Che Guevara, è stato un continuo tam tam per evocarne il mito senza tempo che la sua figura rappresenta. Stilizzato sulle magliette e sulle tazze per turisti e nostalgici, immortalato negli scatti in bianco e nero dei più grandi fotografi del secolo scorso, diffuso con i suoi scritti (in particolare il “Diario in Bolivia”) oltre tutti i confini pensabili, cosa resta oltre l’icona di una rivoluzione senza armi? Del Che Guevara ho sentito parlare in famiglia e dai prof che negli anni delle sue imprese e della sua morte, che fatalmente ne decretò la leggenda, erano presenti. Sono andata a cercarlo negli scritti, nei suoi pensieri, nei film che forse, in maniera più autentica di altri mezzi, hanno cercato di portare in primo piano la sua umanità. Tuttavia, per trovare davvero il Che, bisogna sporcarsi i piedi di polvere, il naso dell’odore nauseante degli acquitrini, la pelle delle piogge tropicali. E’ lì che il Che Guevara si trova. Nelle strade di Cuba che vanno da Santiago fino a l’Avana, passando da Trinidad. Bisogna liberare i sensi di tutta la retorica rivoluzionaria ostentata in effigi e slogan facili e guardare negli occhi la gente. Nell’uomo che sotto il sole porta un immenso carico di banane, nelle donne col sigaro e i vestiti colorati, nell’ambivalenza tra la bellezza orgogliosa dei palazzi color pastello e la fame che si respira nei negozi vuoti di tutto. Nei piedi nudi dei bimbi che giocano a calcio per strada e nelle piazze, nella musica che a ogni ora risuona. Il Che Guevara è passato di qui, lasciando la voglia di dignità, l’umanità dei piccoli grandi gesti quotidiani che possono diventare rivoluzionari. E’ lì nelle foto dei suoi momenti privati come fotografo, medico e padre, in quello sguardo fisso sulle cose e al tempo stesso sognante, lo sguardo di chi non si accontenta dei fasti retorici di una rivoluzione ma crede nel riscatto dell’umanità. Quella determinazione di sguardo, parole e azioni di cui oggi abbiamo particolare bisogno.

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Declinazioni

Quanto rumore fanno i pensieri nel tempo di una tisana.
Ci sono pensieri che giocano a nascondino fin quando non si fa sera e decidono di diventare parole per arrivare a destinazione.
Qualcuno che abbia cura di noi, qualcuno di cui prendersi cura.
Oggi si muovevano veloci, correvano. E io viaggiavo con loro. Nuvole.
Giosamente non smetterò mai di soprendermi di quante declinazioni e modi abbiano le affinità amorose.

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Sassi e baci

Sassi che scivolano nell’acqua fino a toccare il fondo dove saranno levigati e trasportati dalla marea, come certi dolori.
Di soli baci a sigillare il battito del tempo, un fluido di emozioni fra i sentieri del desiderio.
Del vento mi piace il cambiamento che porta e le scritture invisibili da raccogliere sulla pelle.
Temporale, lampi che rendono luminosa la radura notturna, il cuore in trambusto con la voglia di rivoluzione.
Oggi è un lunedì dove si ricomincia. E vedo orizzonti e viaggi avventurosi in cui prendere il largo.

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