Diario sentimentale n.30

Pensieri che volano, giri infiniti e poi atterrano in occhi accoglienti.

Ci sono giornate che sembrano infinite, piene di ore e di cose. Per chi ha addolcito piccoli grandi momenti con parole e presenze solo gratitudine.

Tornare a casa di notte in un giorno lavorativo e sentire il rumore del mare così vicino

un abbraccio forte, giallo e vero. Un caffè inatteso e rasserenante. Una compagnia serale lontana e vicina che fa sentire fortunati.

Tu per me già eri prima ancora di divenire.

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Diario sentimentale n.29

Fondamentalmente funziono a batterie solari: ora che il sol sorge presto e le giornate si allungano tutto sembra più facile. Dovrei trasferirmi in un’eterna primavera, che essere estivi dentro 12 mesi l’anno non basta, a volte.

Cose irrinunciabili: deviare fino alla curva per vedere lo spettacolo del mare, sentire il salmastro e poi tornare a casa.

Solarità, freschezza, leggerezza, vicinanza, comprensione, dentro. Sei parole per un nome.

Piove, un gemito inatteso del cielo. Il corpo si lascia vibrare dalla primavera.

Ora la pioggia è romantica, costante, determinata, musicale, eppure è sempre intrisa di malinconia. Scivola addosso come un pensiero triste liquido, invisibile, avvertibile in ogni poro.

1. Esprimere dissenso con fermezza e serenità 2. La vicinanza di chi si stima 3. Avere voglia di realizzare un sogno

Il buio è pieno di cose. Di sogni, tremori, desideri. Dai sensi prende forma, dai pensieri significato.

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Diario sentimentale n.28

d1p1ekbwsae3lq9Ci sono dei tempi che non ricordo. Ricordo solamente grandi eventi, piccole abitudini, musiche di fondo. Come un telaio senza trama.

Voglio vivere ogni primavera che mi fa sussultare il cuore.

Quella tensione domenicale tra voglia di leggerezza e conti con se stessi: i rebus irrisolti.

Chi sogna anche di giorno vede stelle ovunque.

A volte mi sorprendo di quante cose si possono fare in poco tempo, se effettivamente sono importanti, se effettivamente lo vogliamo.

Passi di libri, passi da fare, passi di un viaggio, passi di danza: alla fine quel che conta è il profumo del paesaggio, la buona musica e la compagnia a cui stringersi nel viaggio.
Credo che gli abbracci siano tra le migliori invenzioni della storia: connotati da mille significati, racchiudono in sé la forza e la tenerezza di un mondo nel mondo.

 

“Non dirmi che hai paura” [Recensione libro]

“Non dirmi che hai paura” ( G. Catozzella, 2014, Feltrinelli)

Quel giorno invece all’improvviso quegli altri siamo diventati noi, e la morte si è ripresa tutto il suo valore.

Questo romanzo amaro, coinvolgente, profondo mi è stato consigliato da una mia amica adolescente, 13 anni e lo sguardo appassionato e sincero. Mi ha colpito come una storia così dove sport, diritti umani e dolore si intrecciano potesse colpire una ragazzina.

Catozzella racconta la vicenda di Samia, ragazzina di Mogadiscio, atleta indiscussa nella corsa. Sogna grandi orizzonti insieme all’amico Alì che diviene il suo allenatore. La sua corsa è decisa, faticosa, determinata, è una sorta di riscatto personale e di un intero popolo e parte del mondo. Non manca il confronto spesso serrato con gli integralisti, i cambiamenti socio politici del suo Paese, malgrado i quali riesce a candidarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma il piazzamento non è importante: agli occhi del mondo nelle sue gambe hanno corso simbolicamente tutte le donne musulmane. I sogni però non sono ancora al traguardo: Samia vuole arrivare a Londra 2012 per vincere. Ormai i diritti fondamentali nel proprio paese sono calpestati e allora Samia tenta di andarsene intraprendendo quel viaggio comune e doloroso, noto e sempre attuale:passa dal deserto per arrivare dalla Libia via mare in Italia incontro a un destino a fatale.

Catozzella ha avuto la capacità di restituire una storia vera intrecciandola con dolcezza e autenticità: senza rinunciare al dramma insito nella biografia di Samia, sa vicolare attraverso una narrazione fresca e coraggiosa emozioni, episodi, questioni struggenti.

E’ un libro importante e il fatto che possa piacere agli adolescenti ci conferma come l’attualità possa essere narrata senza fare sconti accendendo nei più giovani la consapevolezza e la voglia di cambiamento. Sarebbe bello se tutto ciò potesse capitare anche ai grandi: una storia di grande sport e umanità, una storia su uno dei più grandi delitti dell’Occidente contemporaneo, gli sbarchi. Questioni ancora aperte che accendono dibattiti sterili, facendo spesso perdere di vista l’umanità che Catozzella ci rende in modo esemplare.

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Che tu sia

Che tu sia l’irruenza della primavera,

il desiderio di nettare che solletica la pelle,

i pensieri annodati come corpi nella notte.

Bere di te la suprema allegria

chè a un certo punto dei miei anni

niente è più travolgente di un sorriso.

Erika

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Diario sentimentale n.27

C’è un’alcova nel mio cuore, dove mi rifugio, dove sogno, dove scrivo anche parole con l’inchiostro della mente, dove desidero, dove mi ritrovo.

Trasformare il caso in destino… Pensieri sparsi.

Ultimo giorno delle maschere, poi si tolgono. Almeno quelle di Carnevale.

Dai coriandoli alle margherite: la bella stagione sta per tornare.

Chissà perché è sempre di notte che poso sulla bilancia il peso tra dover essere, voler essere e ciò che sono.

La notte è faticosa, splendente, immaginifica, possibile, sorprendente perché la notte è solo mia.

Intanto anche quest’anno il mandorlo è di nuovo fiorito. La primavera impaziente solletica il cuore.

Ci sono dei tempi che non ricordo. Ricordo solamente grandi eventi, piccole abitudini, musiche di fondo. Come un telaio senza trama.

Ciò che fa sentire vivi ha indubbiamente un’innocenza di fondo travolgente.

 

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In una settimana.

– LUN Ci sono complicazioni sempre nel lavoro, probabilmente capita spesso quando si ha a che fare con gli umani più importanti del pianeta: i bambini.

– MAR I millennians: mi ci devo rapportare per svariati motivi e a volte mi sembrano molto più veri della mia generazione.

– MER Puoi fare lo stesso giro dell’isolato ogni giorno alla stessa ora e troverai splendide ricorrenze e continui stupori.

– GIOV Ci sono ancora romanzi capaci di trasmettere angoscia pura, come se non bastasse la mia.

– VEN Ho sempre tanta voglia di camminare perchè mi fa sentire libera.

– SAB I posti che ami che ti sembrano belli anche d’inverno malgrado la malinconia del mare di Marzo sanno di amaro se non sei brillante nell’anima.

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Rione serra venerdì [Recensione libro]

Rione serra venerdì [M. Venezia, EInaudi]

Imma Tataranni, pm della procura di Matera, torna al centro di un nuovo giallo trovandosi a indagare sulla misteriosa uccisione di una sua ex compagna di liceo.

In questo salto temporale fra presente e passato, si delineano tutte le sfumature che caratterizzano la Basilicata come una terra di confine. Un passato agreste, misterioso, povero fa da controcanto a un presente dove la capitale della cultura europea si offre a un turismo sempre più famelico. L’indagine prosegue con ritmo serrato, avvincente tra bambini di ieri e di oggi, rievocazioni di una immigrazione crudele e necessaria. La vera forza del romanzo sta nella protagonista, una quarantenne spregiudicata, autentica, forte, che associa alle difficoltà del proprio lavoro, la quotidianità di una quarantenne madre di adolescente, moglie di Pietro, attratta da un maresciallo sempre più risoluto. Lotta senza rinunciare mai a se stessa nell’ambiente difficile e competitivo della procura. È un personaggio femminile, empatico, in cui si riflette la forza primordiale delle donne, la continua sfida di affermazione che le caratterizza e la fedeltà a se stessi.

Un romanzo intenso, incalzante, con un personaggio convincente capace di reggere la trama, gli eventi e i percorsi emozionali che si diramano fuori dagli stereotipi di genere e, per questo, molto vicino a chi legge.

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