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Il sapore rosso

Certi risvegli che hanno il sapore rosso della libertà.
Ho voglia di farmi trovare, di farmi scoprire, di essere senza pensare, di sfamarmi di carezze.
Poi a volte il sole sembra sorgere più lentamente ma è solo l’impressione per dondolare le emozioni in un battito di tempo.
Stato attuale della mia mente: una convulsa, confusa, straordinaria primavera.
Caffè, venerdì, odore di primavera nell’aria, sulla pelle polline e piacere.
Le fantastiche leggi di gravità che gli innamorati infrangono battito dopo battito lasciandosi andare.

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Occhi che abbracciano

Mi sono persa in certi occhi, sembravano stringermi. Dentro vi ho visto tutta la vita che desidero.
Io sono piena di incongruenze, dicotomie, contraddizioni. Splendidamente, vivo.
Quel dogma dell’intrecciarsi fra baci e destini fino a sfiorare quel noi due così indispensabile.
All’altezza dei tuoi sogni, dei tuoi desideri,dei tuoi segreti. Io starei sulla linea di terra a camminarti accanto.
Dicono che è lunedì. Dentro però vacanza infinita e leggerezza.
Pomeriggi dove tutto il tempo è il tempo per amare.
Quelle splendide righe imperfette con cui tu mi disegnavi raccontando di me specchi segreti.

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e penso che senza rete non avrei incontrato certi splendidi compagni di viaggio

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Log in

E chi se lo ricorda il primo log in? Io ricordo certo i primi anni e il rumore del modem, la novità di scrivere mail come fossero diari ad amici lontani e recapitarle in tempo reale. Poi certo c’era internet, una biblitoeca praticamente infinita e i primi motori di ricerca per avere accesso al mondo scritto e non scritto, come direbbe Calvino. La prima formazione on line appena entrata di ruolo e poco dopo l’iscrizione agli esami universitari comodomente da casa, la possibilità di comprare libri introvabili nella propria città in un altrove e farseli arrivare, così poi si sarebbe comprato di tutto, viaggi, borse, vestiti, regali. Nel frattempo erano comparse le prime chat, i primi messanger, i primi forum. Lo ricordo ancora il mio sito preferito in questo senso, Kataweb, una grande palestra di possibilità. Sembrava tutto più grande e multiforme visto da dentro la rete il mondo. Ho conosciuto persone, amici e anche amori, ho ripreso a scrivere con la voglia di essere letta ed è nato anche questo blog. Nel frattempo anche nel mio lavoro è entrato questo mondo, e la differenza tra mondo virtuale e reale è più sottile, forse grazie alla consapevolezza. Nel frattempo con smart e tablet e il 3G abbiamo la possibilità di essere sempre connessi, a volte anche troppo e allora anche lo spazio fra privato e pubblico si fa labile. Cosa rimarrà di questi bytes persi tra i tasti e e le notifiche? Certo la dilatazione dei mondi, l’uso creativo di strumenti e rete, la sconfinatezza degli orizzonti, la prospettiva di una cittadinanza digitale ma soprattutto il fattore umano, in quanto siamo persone e cittadini prima che profili e utenti.ches30rwwaiijee

Un’altra te

Perchè c’è chi con lo sguardo fa scoprire un’altra te, con mille primavere che fremono e istanti che sbocciano
Come se magicamente si potessero abbracciare tutti gli affetti più cari
Nel gioco della vita ricominciare è l’avventura quotidiana.
Voglia di abbracci lenti, istanti delicati, profumo di buono e caffè per svegliare i sogni.
Quel cerchio del piacere infinito che in te inizia e in te su conclude dove baci la pelle e mi succhi l’anima.
Ad esempio adesso avrei solo bisogno di inseguire le nuvole per un attimo.
Certi risvegli che hanno il sapore rosso della libertà.

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#25Aprile

Lo avrai camerata Kesselring… Ora è sempre resistenza. sempre

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Raccolta di pensieri http://www.trytweetbook.com/book/106181

Per ogni età

Mi hanno chiesto di pensare a 9 libri da regalare a una bambina, affinchè li legga da 0 a 100 anni, uno ogni decade. E’ un regalo bellissimo quello che questa bimba riceverà, e mi diverte molto pensare a 10 libri, uno per ogni decade, anche perchè pensare significa scegliere, setacciare, ricordare, pensare, in qualche modo lasciare. E così ho redatto la mia lista da 0 a 100, una lista del cuore.

  1. 0-10 Cipì, M- Lodi
  2. 10-20 Il partigiano Johnny, B. Fenoglio
  3. 20-30 La casa degli spiriti, I. Allende
  4. 30-40 Le città invisibili, I. Calvino
  5. 40-50 Tenera è la notte, S. Fitzgerald
  6. 50-60 Sostiene pereira, A. Tabucchi
  7. 60-70 Lo straniero, A. Camus
  8. 80-90 Come un romanzo, D. Pennac
  9. 90-100 Alice nel paese delle meraviglie, L. Carrollgift-books

Io e Shakespeare ci siamo sempre trovati un po’ per caso ma sempre al momento giusto. In quinta elementare qualcuno per regalo mi donò un’edizione per ragazzi di Shekespeare con disegni bellissimi e alcune sue opere raccontate per un pubblico giovanissimo, questo volume è tuttoggi nello scaffale più alto nella libreria dei miei. Mi piacevano i disegni dei personaggi con i loro nomi lungo le sagome scritte in corsivo. Mi piacevano le storie intrigate certo, d’amore e di spada, per me romantica schermista grande ammiratrice già allora degli amori difficili. Tuttavia una parte di me, andava oltre Giulietta ed Ofelia, perchè era semplicemente affascinata da Viola, l’intraprendente viaggiatrice che sogna e vive nella dodicesima notte. Il secondo incontro era il 1990, in terza media, una mia zia mi regalò l’Amleto che lessi in estate con l’avidità di chi legge un classico e lo divorai. Alle superiori una delle mie migliori amiche aveva un libricciono in carta riciclata, stampato da un editore underground, mi piacevano tantissimo quei sonetti! Certo qualcuno finì finemente decorato nella mia smemoranda di allora, altri finirono nella mia memoria, a forza di rileggerli. Poi qualche anno dopo, nel 1999, mi comprai l’edizione integrale dei sonetti e sono rimasti lì, tra i miei libri in cui ogni tanto mi immergo per ritrovarmi. Poi è arrivata l’università, nella fattispecie teatro, e per cui Shakespeare è divenuto di più: addentrarsi, rivisitare, capire, innamorandomi di Macbeth e scoprendo come a teatro tutto il teatro di Shakespeare sia stato rivisitato riproposto rivissuto in milioni di modi. A un certo punto ho anche letto molto di lui in un corso di teatro e soprattutto ho letto il 75mo sonetto durante il mio matrimonio civile: al posto delle promesse, le parole del Bardo. E poi è tornato. E’ tornato quest’anno, nei suoi 400 anni. E’ tornato con #Hamletw e un po’ per gioco l’ho proposto i miei alunni. Ero davvero preoccupata che fosse un testo, anche se in edizione per ragazzi, troppo “forte”. Invece mi hanno stupito, bimbi e bardo: si sono fatti attraversare dal testo, per entrare nell’anima dello scrittore, ed io mi sono appassionata, stupita, arrabbiata, desolata, commossa con loro e Amleto, come se il cerchio fosse infinito, in fondo avevo la loro età la prima volta che incontrai Will. Credo che ci incontreremo ancora e a lungo, riconoscendoci e ogni volta come se fosse una prima volta.

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A nessuno

Questo è un mi manchi tirato via, non perchè poco curato ma perchè istintivo che cerca un bacio esigente.
In ogni centimetro viaggiare e poi arrivare negli occhi e non lasciarti più.
Di tutto il bene fatto, di ogni ferita inferta all’altro come cosa di noi, non solo di sé
Mi piace tanto, tantissimo chi non assomiglia a nessuno.
C’è qualcosa di più della malinconia e dell’enorme vuoto che ogni tanto si apre dentro,un tocco di sole che resiste
E c’è una grande voglia di nuovi inizi, sporcarsi di polline cercare primavere nel fluire naturale degli eventi
Che niente è paragonabile alla libertà e al verbo scegliere
Adoro scrivere col gesso. Imprimere parole e sporcarsi di polvere, cancellare e ricominciare.
Tra un tasto e l’altro ogni tanto mi perdo, un suono scorre come brivido sulla schiena ed è fremito.
musica pura. Quella dei giorni da setacciare e del bello che resta

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