Un passo alla volta

Si ricomincia, un passo alla volta, con memoria fremente e voglia di pagine nuove, nutrendosi di attimi presenti.

Oggi, andando incontro a cose belle, i piccoli dettagli che accarezzano e fanno sorridere. Ogni giorno ne è pieno, basta solo la voglia di scovarli.

Sono tornata al mio lago che con le sue acque placide sa sempre ascoltare le vibrazioni più segrete e accogliere i silenzi per farne musica.

la tenerezza degli studenti universitari che cominciano un’ avventura in una nuova città, una giovane coppia in treno e lui che legge le fiabe di Calvino a voce alta, commuoversi davanti a qualcosa di noto come se lo vedessi per la prima volta o con occhi diversi.

Equilibristi. Gioiosi, avventurosi, poetici, sognanti e audaci equilibristi. Il primo sogno bello dopo tante notti.

È bella la notte, quando ci si può arrendere, lasciare andare, allentare i pensieri, posare corazze e dare spazio alla pelle e ai suoi codici infiniti, autentici.

Fra gli ingredienti dei legami i “come stai?” che arrivano inattesi, improvvisi eppure al momento giusto, autentici, veri.

70187932_10219694775550546_8817089098683514880_n

L’amore arriva

L’amore arriva talvolta quando non lo cerchi più e hai imparato a camminare sulle tue gambe. Arriva per caso in un giorno di Settembre, e basta uno sguardo per capire tutto ciò che ti farà battere il cuore, piangere, impazzire, in una parola innamorarti. L’amore arriva come una tempesta e non smette mai di moltiplicarsi. Cambia col tempo, con gli anni, con gli eventi, a volte divora, a volte nutre. Capita che si nasconda, che si sbiadisca, che si smarrisca, persino che si tradisca anche se a guardare bene tutto ciò capita quando già avevi smarrito, disamato, tradito te stesso. Rinasce più volte stupendoti sempre, ti volti e la somma dei giorni è un bel cammino di cui rifaresti ogni passo, errori compresi. È guardarsi negli occhi e avere voglia di futuro ancora insieme, è sentire sulla pelle e nel cuore la fortuna e il privilegio di essersi trovati un giorno per caso, e di continuare a scegliersi per il resto degli istanti ogni giorno.

70409946_10219700480453165_3192760082324520960_n

 

Lista delle cose che non guariscono ma alleviano

Lista delle cose che non guariscono certi dolori ma li alleviano: un buon film in ottima compagnia, le crepes alla nutella fornite dalle amiche, gli abbracci (sempre), i racconti dei bambini, le risate dei bambini, i litigi dei bambini, incoraggiare gli altri (nonostante tu sia molto scoraggiato), la musica surreale di una fisarmonica nei vicoli d’agosto, un libro inviato per te in libreria, ridere insieme, redigere un progetto lavorativo anche se non è urgente ma sa di futuro, sedersi a tavola con amici, circondarsi di persone capaci di circoscrivere il dolore, il rosso del cielo al tramonto, il vento che ti sorprende interrompendo la malinconia.

69339626_10219634093793540_7330271029689843712_n

Il signor diavolo (recensione film)

Il signor diavolo (Pupi Avati, 2019)

E’ un grande piacere ritrovare Pupi Avati al cinema in un film capace di trascendere i generi per calare lo spettatore in una narrazione intensa.

La trama si svolge tra la valle di Comacchio e Venezia, agli inizio degli anni cinquanta. E’ una storia ben radicata negli aspetti più bui della provincia riguardanti la superstizione, il ruolo della chiesa, l’accoglienza del diverso. Temi che il regista ha saputo rendere con rigore storico e antropologico, rivestendoli di suggestioni  e spunti quanto mai attuali.

La storia prende avvio dall’indagine su un omicidio di un adolescente a carico di un coetaneo il quale è convinto di aver uccideso il diavolo. Nell’istruttoria si intrecciano gli interessi politici dell’italia democristiana all’indomani del secondo dopoguerra, gli interessi per guadagnarsi l’elettorato, il contrasto tra città e provincia, il ruolo delle credenze e della fede nel confine tra bene e male. Pervasivo è infatti il tema del male, entità assoluta e capace di diffondersi in luoghi inattesi, come appunto quelli di culto o le personalità religiose. “Il signor Diavolo” è capace di rimettere in gioco il grande tema del male spesso evitato dal cinema italiano degli ultimi decenni.

Se esistono suggestioni da film horror, come il ricorrere ossessivo in soggettiva di certi elementi scenici quali la culla, il grido della bambina, credo che sia un film capace di andare oltre il genere, portando allo spettatore una narrazione pulita, coraggiosa e autentica su temi attuali.

Credo che uno dei punti di forza della narrazione sia il gioco sapiente nella fotografia e nella luce: da una commistione perfetta della polarizzazione i paesaggi, i primi piani, ci portano davvero dentro agli anni cinquanta e, al tempo stesso, a un paesaggio umano e naturale netto e al tempo stesso inquieto.

Gli attori sono convincenti, in particolare la sfuggente e seducente Chiara Caselli, magistrale interprete della madre della vittima.

Un film da vedere e che si lascia guadare nelle riflessioni e nei pensieri, oltre la visione in sala, capace di restare addosso con i suoi interrogativi.

 

Modi di dire “ti voglio bene” da un padre alla figlia.

Modi di dire “ti voglio bene” da un padre alla figlia.
– fotografarla fin da piccola, da quando era neonata stampando le foto nella Camera oscura fino a quando, da grande, rincorre il proprio figlio di pochi anni in pineta.
– portarla a musei scientifici, a una mostra su Leonardo, appendere un poster della cometa di Halley in casa, facendole capire che lei è molto di più di ciò che pensa di essere o delle etichette con cui ci si definisce.
– educarla all’informatica dal commodore 64 a internet, ma anche al piacere del suono e dell’alta fedeltà.
– comprare costose e approfondite enciclopedie per la voglia di studiare e di sapere della figlia anche se non è un buon lettore ma fa di tutto perché lo studio sia garantito per i propri figli
– accompagnarla a scuola, a conoscere la sorella appena nata, a scherma, alla gita, a firmare il primo contratto di lavoro importante, a aprire un conto in banca, sottobraccio il giorno delle nozze sorridendo per il ritardo dello sposo.
– andarla a riprendere a scuola, riempiendo di solito i sedili di compagni, in qualche locale, all’aeroporto, alla stazione.
– ospitare folle di compagne per studiare.
– ospitare a cena folle di amici per una spaghettata.
– sostenere le scelte della figlia anche quando non le condivide.
– credere che le cose belle possono accadere anche quando la figlia non ci crede più.
– appendere quadri, stendere impianti elettrici sia quelli per compito alle medie sia quelli di case vere.
– occuparsi dei nipoti non solo quando suddetta figlia lavora ma anche quando va a fare la spesa, la ceretta, l’aperitivo.
– colmare le lacune cinematrografiche innestando nei nipoti la passione per star wars e Jurassic park (anni prima lo aveva fatto regalando tutto Hitchcock e Bergman alla moglie).
– fare il taxista anche per i nipoti.
– non essere un grande lettore ma partecipare alle presentazioni dei libri dove la figlia intervista l’autore e parlare con curiosità dei dettagli delle risposte per giorni.
– insegnarle a guidare, a verniciare, a scartavetrare, a cambiare una ruota.
– andare tutti insieme fino a Lisbona in auto e, anni dopo, andare tutti insieme (con insiemi diversi) fino alla Camargue.
– avere il coraggio di salire nelle prime guide, di assaggiare i primi esperimenti in cucina
– portare un regalo da ogni viaggio di lavoro da Tokyo alla Grecia.
– trasmetterle la passione per i viaggi, le foto, la tecnologia, i Pink Floyd, la tagliata cotta poco, il blu.

– trattare con rispetto, gratitudine e amore la propria moglie, dando l’esempio.
– ricordarle che nelle polpette ci sta bene un po’ di mollica di pane inzuppata nel latte.
– cambiare città per farle vedere che la vita è molto di più di ciò che pensiamo di sapere.
– credere in lei e ricordarle di quanto sia forte.
– dirle “ti voglio bene” con tutti questi gesti, a volte anche con le parole, e sempre con gli occhi.

68602913_10219529623421846_4210883080568700928_n

Bisogno

Buongiorno anche a tutte quelle cose belle senza spiegazioni che (fortunatamente) capitano;)

Sono belle le notti d’estate perché sembrano infinite. C’è sempre musica nell’aria e profumo di gioia.

Sto imparando a gustare la quiete, la bellezza dell’istante anche nell’ordinarietá, in qualche modo sto imparando a volermi bene.

C’è bisogno di gentilezza più che di arroganza, di incoraggiamento più che di polemica, di fraternità più che di egocentrismo, a volte di silenzio invece che di moltitudini di parole autoreferenziali, insomma c’è da andare controcorrente.

Signora Luna fra cielo e mare. C’è sempre uno spazio bianco in cui potersi reinventare.

Ogni tanto bisogna concedersi una pausa, smettere di correre e osservare silenziosamente dove siamo, darsi la possibilità di ascoltare se stessi e riconoscersi.

EAsuP_pXYAEgoq8

 

 

L’estate dolcissima e crudele

A un certo punto sembra davvero che i giorni sfuggano di mano e il tempo acceleri le sue lancette. Per quanto nei nostri abbracci vi sentiamo sempre piccoli, il modo di scherzare, di parlare, gli interessi, tradiscono le nostre illusioni. Per
questo l’estate è magnifica e crudele: il tempo si fa denso, ancora più condiviso e, al tempo stesso, selettivo. A otto anni si coltivano grandi passioni, quelle che fanno durare l’estate in un tempo lunghissimo del cuore. Tutto questo poi, a una certa età, andrebbe imparato nuovamente: la determinazione di dedicarsi a ciò che veramente conta. Non finirò mai di imparare dai bambini.

tl-horizontal_main