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Sabbia

Noi due è ovunque sparsi eppure una cosa sola.
L’alba del mio giorno ha la luce dei tuoi occhi che si spande sulla mia pelle di fremito in fremito.
Il delirio (foto di mare mosso e arrabbiato, alberi al vento di 65km/h, sabbia nelle piazze, io di spalle guardo il tempo finire)
Mi lascio vivere senza opporre resistenza, poi ci saranno baci di sale a guarire i graffi del vento contro.
Quante volte ancora dipanando l’ orgoglio cederò alle tue labbra sentendo che il mio cuore più non mi appartiene.
E la sabbia scivola finemente: è tempo che non torna, è graffio tra le lenzuola, è paura negli ingranaggi del cuore.
Sapere come stare vicino a chi si ama nel modo migliore potrebbe facilitare il presente.
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Mi piacerebbe davvero

 

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E tutto il mondo fuori

Cielo Blu profondo. Il vento scuoteva le palme rendendole allegri fuscelli ai suoi soffi, il mare un gigante di schiuma arrogante e intorno il suo odore di salmastro si appiccicava ai vetri delle auto e sulla pelle. Avevano giocato davanti a una candela prima negli occhi, poi seguendo il cammino delle parole e sulle labbra immaginare respiri, con le dita a sfiorare i polsi, a intrecciarsi, a afferrarsi tenersi con la forza delle mani e dello sguardo. Poi un bacio profondo e ancora mille altrettanto capaci di togliere il respiro e ossigenersi. Il camper di David era lì, a due passi dalla spiaggia, lo usava per ritirarsi a dipingere, per spostarsi in cerca della luce giusta o per raggiungere rassegne e mostre. Era piccolo e datato, ma accogliente. Entrarono concitati e dopo un bacio altri mille e le mani frugavano tra le calze ed i jeans una voglia antica appartenuta a un passato in cui si erano solo sfiorati. Nessuno dei due avrebbe mai osato tanto. Ormai quello spirito giovane e selvaggio che li aveva accomunati un tempo aveva lasciato il passo a due persona mature con giorni preconfezionati. Una voglia che non era mai stata completamente assecondata e che in quei vent’anni era rimasta dentro di loro come una radice pronta a portare pazientemente primavere piovose di piacere. Le dita dappertutto, dentro, fuori, nei confini, un’intimità violata nell’attimo e poi via gli abiti, via la seconda pelle, via ogni difesa e tutto il mondo fuori sembrava piccolo dal camper così immenso dei loro universi di sospiri e battiti. Lei tremava come una prima nuova volta, lui la prendeva come un per sempre. Lei temeva di non ricordare cosa significasse baciare qualcuno di nuovo, fremeva tra le sue braccia di una sfrontatezza dolcissima e un senso di imbranataggine sottile. Lui la leggeva con i polpastrelli, faceva rinascere il suo corpo in ogni angolo, la faceva sentire unica e bellissima, assoluta e desiderata. Si davano l’un l’altro senza sconti. Le auto che sfrecciavano, i lampioni che squarciavano il buio tutto sembrava amplificare i loro amplessi. I capelli dappertutto a sfiorare e le labbra incandescenti a dissetarsi con una determinazione inattesa e che la faceva stare bene. Niente più esisteva, tutte le coordinate saltavano insieme a ogni battito di lingua, a ogni dito tra le labbra, a ogni vicolo che si faceva umido sentire. “Sono tua” “Sei mia”. E ricominciavano. Non riuscivano a staccarsi l’uno dall’altra: ogni centimetro era tempo recuperato, spazio ravvicinato, carezze che si inseguivano sulle piante dei piedi per ogni viaggio che li aveva allontanati, mani che facevano impazzire di orgasmi per ogni deviazione che li aveva fatti smarrire: si stavano ritrovando e scoprendo da capo, ed era meraviglioso. Si stavano suonando come da sempre avrebbero voluto. Il resto fatto di definizioni, strategie, pensieri a tempo determinato non gli apparteneva. Esistevano solo loro nella penombra della notte e tutto il mondo fuori.

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Non so dove sto andando ma ti prometto che non sarà noioso. #Bowie

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Un cuore friabile

Ho un cuore friabile e dolce per nutrire l’anima di chi gustandolo ne fa il suo viaggio.
I collant di mattina accendono la voglia di carezze vellutate.
Piove con noia e beffardaggine, piovono sonnolenza e inquietudini, piove sui km e altre distanze.
Vorrei pungermi coi tuoi baci pur sapendone il sortilegio: divenire la mia necessità
Tienimi stretta, anche da lontano. È una notte di controvento e sibila nostalgia.
Scivola addosso acqua calda come a far scorrere un giorno lungo e pieno in cerca di te senza mai arrivare.

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Vieni?

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Giù la maschera

Sono crollata mentre leggevo la prima entrata in scena di Chapli bambino a teatro con sua madre. Mentre leggevo ad alta voce la sua storia qualcosa si è sgretolato dentro di me. E ho pianto come forse avrei dovuto fare prima. Poi i giorni passano e pian piano tra le macerie si scoprono piccoli fiori nella rassegna dei condizionali al passato. Avrei dovuto essere diversa, amarmi di più, da più tempo. Ora nel suono della tempesta fragorosa devo solo sentire la voce del cuore. E cavalcarne il battito in ogni scelta, sapendo che non esiste una via giusta o sbagliata, ma semplicemente la “mia via”. Come ci si sente? Ci ci sente come prima di un grande viaggio: pieni di liste per cui qualcosa comunque dimenticheremo, di guide che però lasceranno spazi per sorprendersi, pieni di aspettative, domande, immaginazioni, paure, stupori. L’odore è quello di chi sta per salpare e niente è più importante della voglia di riprendersi la vita.

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Poi c’è la solitudine perfetta,quella che amo dove posso fare silenzio fuori e dentro me per ricominciare a sentire.
Ho bisogno della tua musica per stare in equilibrio fra i tasti bianchi e neri di certi giorni, tu succhiami l’anima
Viaggio nel mondo, mi porti con te nell’ovunque, sempre scelgo di stare al tuo fianco.
Il treno della notte sfreccia e mi porta dritta nel desiderio di te.
Amore è impararti a memoria e poi ripassandoti stupirmi ogni volta.
Seguendo le stelle in certi occhi il mare non è mai in tempesta.

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Allora si incontrano

Il tempo e le occasioni vengono quando due persone si fermano: allora si incontrano.

Erri de Luca

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Questo noi due

Essere il suo viaggio, le curve che ama, i labirinti delle passioni, la luce degli occhi: questo è “noi due”.

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Arte Libera

Immersione nell'arte virtuale

tirelligiovanni

parole in liberta'

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piccole storie inverosimili da gustarsi in posizione orizzontale.

Il coraggio di osare

Uno spazio di espressione, un blocco di appunti condiviso

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DI GIOVANNI SUCCI

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