Recensioni, nuova collaborazione

Ad Aprile sono stata invitata dalla giornalista e scrittrice Elena Torre a collaborare col portale dasapere.it contribuendo con le mie recensioni di libri. Eccone alcune.

La vita al rovescio https://www.dasapere.it/2017/05/09/simona-baldelli-la-vita-al-rovescio/

Beate noi http://www.dasapere.it/2017/04/29/amy-bloom-beate-2/

Notti al circo http://www.dasapere.it/2017/04/11/notti-al-circo/

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Il segreto dei custodi della fede, Elena Torre

Il segreto dei custodi della fede, Elena Torre, Cairo, 2015

c9eensixoaasugtElena Torre ci propone un avvincente thriller storico centrato sulla via Fancigena, luogo da sempre caratterizzato da storie, leggende e simbologie importanti e originali. La narrazione inizia con l’operazione alla chirurga Glenn in una clinica svizzera a seguito di un’aggressione presubilmente causata da una antichissima mappa che le è stata regalata. Del suo caso si occupa l’avvocatessa viareggina Rebecca, una donna competente e impegnatissima in collaborazione con l’archeologo Cartidrige. A arricchire il quadro dei personaggi troviamo un’affascinante antropologa francese, Michelle,  e uno studioso di archeologia, il toscano Alessandro. Il quadro di misteri e intrighi è resto più misterioso dalla morte del custode della cattedrale di Lucca nel suo giorno di riposo: il ritrovamento del cadavere in una posizione allusiva al viaggio dei pellegrini e il disegno del cammino spirituale posto accanto al deceduto, infittiscono la vicenda di interrogativi inquietanti. Elena Torre costruisce un thriller storico piacevole e coinvolgente che ha i suoi punti di forza nei continui cambi di set e di ambientazioni: questo permette al lettore di calarsi nella quotianità dell’età contemporanea, grazie anche ai riferimenti reali e consistenti soprattutto con la Versilia. Ristoranti, locali sono facilmente rintracciabili così come le usanze della quotidianità legate ai luoghi. Questo regala al thriller un tocco notevole di autenticità e empatia che si riscontra anche nel tratteggio dei personaggi. I protagonisti sono tutti affascinanti perchè delineati e approfonditi ciascuno nelle sue dinamiche relazionali e nella palude della propria anima che ognuno si porta dentro. Il testo scorrevole, caratterizzato da una scrittura cristallina e da una sottile ironia, riesce a “cucire” insieme il puzzle complesso della vicenda nella girandola di persone e eventi.

 

Oblio, D. F. Wallace

Recensione

Oblio, D. F. Wallace, 2004, Einaudi

La realtà è che non è brutto morire, è brutto che duri per sempre

Una silloge di otto racconti (o otto romanzi brevi) caraterizzati da stili narrativi e contenuti diversi. Racconti su ossessioni e paure della civiltà occidentale contemporanea: dalle ricerche di mercato, alla paura di una vita piatta, fino alla crisi del settore informazione. Una pungente ironia fa da sfondo a una narrazione perfetta, senza sbavature in cui l’autore riesce a semplificare la complessità della realtà per renderla coinvolgente al lettore in una dinamica di osmosi.

Anche se essere disonesti o incapaci di amare era di fatto la stessa cosa.

 Lo stile è talvolta complesso ma strumentale a trasmettere la mediocrità dell’essere umana che emerge nei racconti. 

Abyss, Simone Regazzoni (recensione)

Se hai un bel piano e sei disposto a crederci fino in fondo, tutto andrà bene.

c8dayl-xsaaof5hPubblicare libri filosofici può essere davvero letale. Questo è ciò che sperimenta Michael Price all’uscita del suo libro sulle antiche dottrine platoniche. Si innesca, dopo questo evento, un forsennato percorso a incastri nei meandri dei servizi segreti, del mondo neonazista e di altre realtà sommerse e potenti. La fuga di Michael diviene anche ricerca della verità e del senso storico, grazie al fondamentale intervento di Beatrix, determinata donna dallo spiccato senso pratico, ironia e conoscenza notevole di ogni tipo di arma. Il Thrieller si snoda con un ritmo concitato e la giuste dose di intrighi e colpi di scena. Ciò che colpisce nella lettura di questo testo è la capacità dell’autore di approfondire tematiche e aspetti importanti con minuzioso supporto documentale riuscendo a mantenere alto il livello di attenzione, il coinvolgimento del lettore e la souspance legata agli eventi. Beatrix è un personaggio di grande spessore, fondamentale nella narrazione anche per il suo ruolo di motore della storia. Eco dell’amatissima Black Mamba tarantiniana con cui condivide il nome, l’aspetto temerario e la conoscenza dell’arte del combattimento, imprime seduzione nel lettore per racchiudere nel suo modo di essere la capacità femminile di combattere, capire, sentire. Il linguaggio del libro è molto alto e spesso tecnico, legato al lessico filosofico e forse la grandezza di Regazzoni sta anche in questo: regalare un romanzo capace di intrattenere e divertire e al tempo stesso far riflettere con rigore storico e filosofico su tematiche importanti della storia della filosofia e della storia contemporanea. Un’ottima prova d’esordio narrativo che coinvolge facendo tenere il fiato sospeso fino alla fine.

Abyss, Simone Regazzoni, Longanesi 2014

Titoli di coda del 2016

Con ritardo la lista (disordinata) dei libri letti nel 2016 e che rappresetano i raccoglitori dei miei giorni. Quelli sottolineati son quelli che mi sono piaciuti di più o che comunque ho sentito maggiormente nelle mie corde, in quel momento e che risuonano anche a distanza di tempo. E’ stato un anno di riletture, di classici meravigliosi, di scoperte, di autori pubblicati (e non si capisce perchè lo siano, effettivamente),  di libri e scrittori che restano nell’anima. In sostanza è stato un anno in cui leggere ha rappresentato per me un benessere dell’anima. Sono grata ai librai, agli autori, agli amici, agli incontri casuali da cui scappano titoli che si intersecano poi nelle nostre storie. Credo sia questa la più grande magia dei libri.

Tenera è la notte (Fitzgerald)- Perchè i bambini devono ubbidire (Dagermann)- Generazione App (Gardner)- Lo straniero (Camus)- Sommario di decompisizione (Cioran)- E la felicità prof? (Vissitilli)- Non devi dirlo a nessuno (Gazzaniga)– Terapia di coppia per amanti (De Silva)- La stranezza che ho nella testa (Pamuk)- Poesia (Pessoa)- Il peso della farfalla (De Luca)- Il cacciatore di aquiloni (Hossein)- Vittoria (Del Monte)- Olga (Del Monte)- Angela (Del Monte)- Marta (Del Monte)- Isabella (Del Monte)- Un regalo che non ti aspetti (Glautter)- Componibile 62 (Cortazar)- Full of Life (Fante)- Mancarsi (De Silva)- Coding in your classroom now(Bogliolo)- L’amante giapponese (Allende)- Caro Michele (Ginzburg)- Cosa resta di noi (Simi)- Fare squadra (Innocenti)- Pedro Felipe (Tirelli)- Scusate il disordine (Ligabue)- Fiabe islandesi (AAVV)- Oggetto d’amore (O’Brein)- Un amore (Buzzati)- L’abisso negli occhi (Dell’Osso)- Amleto (Shakespeare)- Il sentiero dei nidi di ragno (Calvino)- Faccio cose, vedo gente (Bogani)- Ragazzi di vita (Pasolini)- Canto di Natale (Dickens)- Prima di dirti addio (Pulixi)- Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi (Galdino)- Il primo caffè del mattino (Galdino)- Mi arrivi come da un sogno (Galdino)- A viso coperto (Gazzaniga)- L’amante senza fissa dimora (Fruttero-Lucentini)- L’uomo dai cerchi azzurri (Vargas)- La notte alle mie spalle (Simi)- Odore di mare, fil di ferro e gelsomini (Negri)- Pane (De Giovanni)- I cento passi (L. Lo Cascio)- Fuga verso la morte (Vichi)- Perchè mi chiamo Giovanni (Garlando)

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Il turista

“Il turista”, M. Carlotto, Rizzoli, 2016c1mxctqxeaivxiv

“In quella parte di mondo in cui erano occulte anche le coscienze, non c’erano limiti e tutto era lecito.”

Massimo Carlotto è un autore che leggo da anni, precisamente da quando ne avevo 20, pertanto metà della mia vita l’ho trascorsa coi suoi libri al fianco e anche con loro sono diventata donna e adulta. Questa premessa è necessaria perchè quando si è dei lettori fedeli è davvero difficile continuare a essere stupiti e meravigliati: Carlotto con “il turista” ci riesce. E’ un thriller che coinvince pienamente per la sua originalità. Il “turista” è un killer seriale anomalo, ossessivamente interessato al risultato mediatico dei delitti che non firma, per motivi lavorativi cambia spesso città così che anche le location dei suoi omicidi variano. È seriamente consapevole della propria patologia, elemento che lo rende pertanto più imprendibile. Per caso, come sottolinea la citazione di Balzac all’inizio del romanzo, si imbatte in una vittima altrettanto singolare: questo evento lo condurrà al centro di vicende inattese grazie alle quali l’autore fa luce su servizi deviati, reti criminali e intelligence parallele. Fa da sfondo una Venezia magica e al tempo stesso inquietante con il suo labirinto di canali e liste che regalano al lettore un viaggio nella lettura.

Tutti fingono, la menzogna è l’unica moneta di scambio che abbia valore. Solo che noi dobbiamo essere più bravi.

Il romanzo procede con un ritmo incalzante, lo svelamento avviene in modo progressivo, la narrazione approfondisce con profondità e un tocco di ironia sia i personaggi principali che secondari confermando Carlotto un maestro anche in questo genere. Le sue cifre autoriali che negli anni lo hanno contraddistinto nel noir, sono adattate e sperimentate in modo deciso e soddisfacente nel thriller proposto.

Lei aveva deciso di amarlo mentre Pietro continuava a sospettare che non fosse una buona idea.

Al margine di un discorso più generale, è evidente anche un innesco e utilizzo delle scene erotiche e sensuali presenti nel testo: all’eros spesso patologico descritto in modo diretto, Carlotto affianca altre sequenze delicate anche quando fanno intuire atti estremi, si tratta di un eros spesso evocato da aggettivi, parole, immagini che si schiudono senza mostrare completamente alzando così l’empatia e la complicità attiva del lettore e quindi l’adrenalina. In un contesto narrativo di genere in cui spesso c’è una sovraesposizione descrittiva anche questa è una piccola grande rivoluzione.

La notte alle mie spalle

La notte alle mie spalle, G. Simi, ed. E/O, 2012

c07ftajwgaayhcuE’ complesso raccontare il libro di Simi “La notte alle mie spalle” perchè è un testo di una forza incredibile che divora il lettore tenendolo incollato dalla prima all’ultima riga e penetrandolo negli spazi più intimi. D’altra parte è anche un testo molteplice che necessita di un buon decanto per afferrarne tutta la portata. Se dovessimo scegliere un’immagine come metafora del libro quella del binario sarebbe perfetta. Tutto si svolge sul doppio binario a partire dall’intreccio dove presente e passato si alternano in un gioco che dà ritmo alla storia e al coinvolgimento. Ogni personaggio, da quelli principali a quelli secondari, ha un lato segreto o un aspetto della sua vita alternativo all’idea che hanno gli altri di loro. Su un binario si snoda la vita del protagonista, padre e marito modello da un lato, mostro dall’altro: Furio Guerri ci racconta la sua discesa verso gli inferi che farà di lui un uxoricida, un collega di lavoro spietato, un uomo che cerca di esercitare il potere nelle piccole grandi cose per sentirsi realizzato e un padre infine disperato e pronto a tutto pur di riavere la propria figlia. Paradossalmente anche Caterina, la sua bambina, ha un lato che mostra e un lato soprendente che tiene per sè, per difendersi. La parabola di questo uomo, la sua scalata al successo personale e professionale fino al suo degrado nel momento in cui la moglie Elisa tenta di emanciparsi attraverso il lavoro è il punto di non ritorno in cui la stabilità della famiglia si incrina. Nella vicenda personale il contesto ha un ruolo fondamentale: lo scenario della Toscana provinciale e borghese, fatta di apparenza e depravazioni quotidiane, correda gli anni della politica berlusconiana, dei valori assuefatti da facili arrivismi. Ogni personaggio, come la neolaureata o l’insegnante Laura, ha uno spessore notevole perchè l’autore ce lo propone con profonda sensibilità. Il libro di Simi è una macchina perfetta che funziona senza sbavature dal punto di vista narrativo e si fa strumento per mettere in luce la follia della tragedia familiare nell’epoca dei mass media voraci e ossessivi procedendo con la grande sensibilità di cui l’autore è capace soprattutto nei riguardi del mondo femminile. A questa si affianca una notevole comprensione e restituzione autentica delle problematiche di contorno alla vicenda, come le opportunità e le difficoltà nel mondo della scuola nell’inclusione degli alunni con problematiche specifiche. Il lettore si trova nel vortice che c’è dietro al mostro sbattuto in prima pagina tanto da provare emozioni e sensazioni contrastanti nei suoi confronti a conferma di quanto sia complessa la realtà delle cose e delle persone. Il romanzo “Cime Tempestose” fa da collante e pretesto per ristabile il contatto fra padre e figlia e in effetti è proprio una piacevole tempesta quella che il testo lascia nel lettore scuotendo  riflessioni e emozioni.

I maschi la palla la buttano per terra poi la prendono a calci.Le femmine la prendono con le mani e la lanciano verso il cielo.

Il buio sotto la candela

Il buio sotto la candela, G. Simi, 2005, Flaccovio Ed, pp.304

“Ma la notte senza luna era come inchiostro puro”

czpqzp0xcaatr83Il romanzo d’esordio di Giampaolo Simi, pubblicato nel 1996 e ristampato nel 2005 in versione riveduta, si svolge agli inizi degli anni ’90 in un paese ai piedi delle Apuane, Santa Chiara, dove anni prima si è consumato uno dei più terribili eccidi nazisti della storia. Il tempo nel piccolo borgo incastonato nella vallata sembra scorrere assolato e scanzonato, fino a quando nell’estate del 1994 alcuni inquietanti episodi fanno riemergere i terribili fantasmi del passato in una veste nuova ma altrettanto violenta. La speculazione edilizia negli anni del berlusconismo accende la nuova resistenza dei giovani insieme alla generezione ormai anziana che fu giovane nella seconda guerra mondiale, fazioni  che da contrapposte provano a stare dalla stessa parte: da piccoli episodi inspiegabili di danneggiamenti privati e pubblici l’escalation porta a una vera mattanza. Si innesca così come per la strage nazista di cinquanta anni prima il carosello di inchieste, edizioni speciali, scoop giornalistici, colpevoli impuniti.

“Sai cosa facevano? Ammazzavano le donne coi bambini dentro. Le aprivano la pancia e poi tiravano fuori tutto. Facevano il tiroassegno”.

Il ritmo narrativo è incalzante, la scrittura ben calibrata si fa strumento che fa del noir il mezzo per scavare pagine di un passato orribile nella memoria e coscienza personale e collettiva, un passato  che merita rispetto e tutela. Pensando a “Il buio sotto la candela” come romanzo d’esordio di Simi, si resta ancora oggi strabiliati dalla potenza e dalla forza coraggiosa di questo libro. Simi ha avuto coraggio a ispirarsi liberamente a fatti storici realmente accaduti prendendone però le rispettose distanze. Ha infatti dimostrato una grande onestà intellettuale nel proporci questa storia come fiction e al tempo stesso regalando una grande prova di stile narrativo nel timing, nella trama, nelle scelte linguistiche: l’assunzione di responsabilità politica e letteraria sulla sua scelta sottolinea il valore della battaglia culturale sulla memoria di Santa Anna di Stazzema. Geniale l’escamotage narrativo orientato al passato per fare luce sugli anni novanta e sulle incoerenze  e la prevaricazione di una certa politica. Ciò che pervade il romanzo e che fa da filo rosso tra passato e presente è la grande umanità con cui l’autore si approccia agli eventi e al lettore: quella stessa umanità che in qualche modo ci costringe positivamente a difendere ogni giorno la memoria cercando rendere il mondo un posto migliore nelle piccole grandi cose quotidiane.

“Il posto più buio è sotto la candela”

Una stanza tutta per me

L’altro giorno le mie alunne, dopoil google su L.M. Alcott, mi hanno chiesto quale fosse la mia piccola donna preferita, anche se probabilmente lo sapevano già. Passione per la scrittura, modi femminili un po’ anticonformisti, lavoro in uno spazio educativo: Jo era delle quattro sorelle March la mia eroina. Grazie a lei e alla lettura (precoce) di Anna Frank in terza elementare mi è presa la passione per la scrittura, la lettura lo era già. In questi giorni ho avuto la possibilità di iniziare curare una rubrica culturale su un quotidiano locale. La proposta mi è piaciuta subito, ho accettato seguendo il mio istinto: scrivere di libri, cultura, spettacoli è una cosa che faccio da anni sul mio blog e prima ancora sui forum:poterlo fare su uno spazio meno personale e più ampio è una grande emozione e soddisfazione. I libri sono viaggi, dentro e fuori di sè, e sono un crocevia di incontri, per questo li amo. Stamattina mentre metabolizzavo cosa stava succedendo ho pensato a perchè mi piaccia tanto scrivere. Sono una di quelle persone che ha cataste di racconti e romanzi chiusi nei cassetti dei files da anni. Ho pensato proprio che per capire come mai mi piace così tanto scrivere avevo bisogno di chiederlo a quella bambina fan di Jo March e Anna Frank: quando leggevo da piccola potevo ritagliarmi un mondo tutto mio, potevo conoscere, spaziare, imparare, rilassarmi, emozionarmi, e negli anni vivere altre vite, capire meglio me e gli altri. E allora ho compreso che amo scrivere perchè leggere può regalare tutto ciò: divertimento, evasione, impegno, leggerezza. E se qualche mia parola può regalare un po’ di tutto questo per qualche secondo sono semplicemente felice. Sono grata al direttore di VersiliaToday Marco Pomella perchè mi ha seguito, mi ha letto e mi ha proposto questa splendida avventura come mesi fa una libraia mi ha suggerito di invitare scrittori a fare delle chiacchierate sui loro libri. Sono belle prove di fiducia, e in un mondo spesso veloce, distratto, competitivo credo che sia davvero importante questa parole che resta in mezzo a tutte le altre, animata da quell’ostinato credere nelle persone, nelle cose e quindi nella Bellezza. Sono felice. E anche quella bambina di molti anni credo che lo sia.

La rubrica…

http://www.versiliatoday.it/2016/12/05/piacere-dei-libri-la-nuova-rubrica-versiliatodat/

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